Estate nel Levante Ligure. Ritorno a Segesta Tigulliorum

Astropecten jonstoniSegesta Sestri Levante  GE

Forse non è un caso, che la leggenda abbia attribuito a Segesta, la sirena, il mare e a Tigullio, il tritone proteso verso di lei, l’entroterra: l’antica Segesta Tigulliorum sarebbe stata infatti un insediamento marittimo dei Tigulli, popolazione ligure preromana stanziata tra il promontorio di Portofino e Sestri Levante, mentre Tigullia, con tutta probabilità identificabile con l’insediamento di Tregoso, l’odierna Riva Trigoso, sarebbe sorta più all’interno. Una suggestione geografica già custodita da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia – “Tigulia intus, et Segesta Tigulliorum” – dove intus, “dentro”, colloca Tigullia nell’entroterra rispetto a Segesta affacciata sul mare: una geografia tanto antica quanto reale sulla quale, nei secoli, il mito avrebbe tessuto i corpi del tritone e della sua amata sirena...

La leggenda sull’istmo, che richiama la forma della pinna della Sirena e che tutt’oggi divide le due baie, insieme alla ricerca storica e toponomastica sulle origini di Sestri Levante, è disponibile qui.

Si ritorna a certi luoghi non tanto per nostalgia dell’incanto che tempo prima donarono, ma per ricordare a sé stesse la strada percorsa da quel momento ad oggi. Sulle tracce dei diari estivi dell'anno scorso, insieme a mio marito ho ritrovato le vie del nostro viaggio di nozze dell’agosto 2025. 
Camminando sulle orme del passato, pur avendo riscontrato la medesima magia, ci siamo accorti di non essere più gli stessi: le scarpe con cui avevamo attraversato le vie di Sestri per terra e per mare non calzavano più perfettamente, e ne siamo stati felici.

Taccuino di Viaggio Eravamo gli stessi, eppure un po’ cambiati. E quando si cambia, anche un luogo già conosciuto sembra sconosciuto, come se fosse mutato assieme a te.

Tra l’eccellenza della camera con vista sulla celebre Baia del Silenzio dello storico Hotel Due Mari – inaugurato nel 1965 e incastonato tra i due mari gemelli della penisola sestrese – e le giornate trascorse quasi fino al tramonto ai Bagni Segesta, vero atelier della balneazione “sartoriale” sulla Baia delle Favole dal 1917, abbiamo riabbracciato Sestri Levante e nuotato accarezzati dalle pinne della sua Sirena Leggendaria. Si tratta di Segesta, figlia del mare e della memoria popolare dell’antica Segesta Tigulliorum, la cui pinna sinuosa, secondo il mito, avrebbe disegnato proprio le due baie della città, mentre il corpo delle sorelle sirene e il gesto proteso dell’amato Tigullio sarebbero rimasti imprigionati nella geografia del promontorio e del suo istmo per volere del Dio dei Mari. Di questa leggenda, sospesa tra mare e terra, dato che un tempo l'attuale penisola sestrese era una isola, già lo scorso anno condivisi la romantica vicenda.

Hotel Due Mari, Camera con vista sulla Baia del Silenzio. Sestri Levante – GE

Ritrarmi per qualche giorno – completamente focalizzata dentro e distratta di tanto in tanto solo dalle meraviglie culinarie e paesaggistiche del Levante Ligure – mi ha fatto dimenticare le asprezze del mondo. Mi sono ricaricata, ho ritrovato legami profondi con la natura locale e le sue ierofanie marine, senza purtuttavia ripercorrere i piccoli viaggi del passato che, nell’agosto precedente, mi avevano condotta fuori dal Golfo del Tigullio e nell’entroterra spezzino, fino a Piazza, frazione di Piani della Madonna, presso Deiva Marina. Lì, attorno alla millenaria chiesa di Santa Maria Assunta, risalente all’anno 1002, avevo indagato il mistero della Lastra delle Streghe e della vicina “Fossa delle Strie”, il torrentello presso il quale, secondo la tradizione orale, le streghe che partecipavano ai sabba notturni sulla pietra si sarebbero bagnate dopo i loro riti danzanti. Un paesaggio di acque segrete, pietre e misteri femminili nel quale la vox populi conserva ancora la eco di fate, anguane e ninfe della tradizione precristiana, successivamente trasfigurate nell’immaginario delle streghe... Di quel viaggio, della lastra e dell'intreccio tra religione cristiana e paganesimo ho scritto e condiviso immagini e riflessioni lo scorso anno. L'articolo qui.

Dopotutto, “Quest’anno solo mare”, ci siamo detti io e Michele prima della partenza. Volente o nolente, devo essere sincera nel dire che ormai la scrittura si è trasformata in un lavoro quotidiano e a tempo pieno e, consapevole del fatto che l’autunno avrebbe reclamato la mia attenzione piena verso progetti editoriali precedentemente pattuiti, non volevo ritornare a casa con l’anima in corsa e la penna indecisa. Le ho lasciato spazio – all'anima – ho permesso che si nutrisse senza la mia direzione, e ne ho giovato enormemente. Credo che il riposo di agosto si trasformerà in una tradizione per la mia penna, che adesso, seppure con una lieve malinconia per l'estate che fugge, brama la carta scrociante di giornale…


Il mio Album Fotografico

L'Hotel Due Mari sulla Baia del Silenzio














La Baia del Silenzio






Segesta Balneazione Sartoriale dal 1917












 

Punti Luce sulla Rotta. Una Ierofania Marina

Forse appartenente alla specie Astropecten jonstoni, la stella marina è stata il dono più prezioso delle vacanze estive. Una rivelazione che ho vissuto come manifestazione della sacralità del mare e che, in realtà, non ho ricevuto personalmente, dato che, mentre mormoravo all’acqua, seduta sulla battigia a godermi la spiaggia deserta dopo un breve acquazzone, è stato Michele a mostrarmi il piccolo miracolo che il moto inquieto della marea aveva portato alla luce. Dopo alcuni istanti di meraviglia e di osservazione dell’esemplare più dolce che avessimo mai visto, abbiamo subito sperato che la Stella Maris si riprendesse la sua piccola figlia, che sotto gli occhi dei bagnanti e soprattutto per troppo tempo all'asciutto sarebbe potuta essere in pericolo. E così è stato. Piano piano le onde l'hanno inghiottita e nascosta, e lei è rimasta lì, nel suo ambiente naturale, eppure una sua parte mi abiterà sempre, riflesso di alcune domande che portavo dentro dopo un lungo periodo di stasi e alle quali non avevo ancora risposto del tutto…









Riflessioni di una Strega in Viaggio: Un altro ricordo che porteremo con noi è quello di aver nuotato assieme a uno stormo di gabbiani. Planavano così vicini alle nostre teste, mentre, immersi nell’acqua, battevamo un pochino i denti per il freddo, che sembrava quasi di giocare a nascondino. Perché il contatto con la natura, quando somiglia all’antica presenza dentro di noi, alla fine fa proprio questo: come sopra, così sotto, insegna quando emergere e quando nascondersi, senza restare mai troppo a lungo immobili, ma senza nemmeno essere perennemente in movimento.


Trattoria da Turin. Sestri Levante – GE

“Che sera incantevolmente fiabesca a Sestri di Levante! L’osteria si trovava vicino al mare, che si agitava in grandi onde, il cielo splendeva di nuvole rosso fuoco, le montagne si alternavano in colori intensi. Gli alberi stessi sembravano grandi cesti di frutta, stracolmi di potenti e pesanti grappoli d’uva, che la vite sollevava lassù”. Andersen, Hans Christian. Mit Livs Eventyr (Il racconto della mia vita). C. A. Reitzel, 1855. Arkiv for Dansk Litteratur, p. 154

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Quaderni di Rotta del passato:


Diritti

Testo e fotografie di Claudia Rosaspina Simone. Tutti i diritti riservati.

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