Camminando tra Ombre e Incanto. Sulle Tracce delle Streghe di Spigno Monferrato Parte I.

Sulle orme delle Streghe di Cairo Montenotte (SV), ho sentito la necessità di spingermi anche nei vicini territori segnati dalla Caccia alle Streghe che, nel medesimo anno – 1631 – colpì duramente Spigno Monferrato (AL), sullo sfondo della diffusione della peste e delle credenze sugli untori di Milano, rese celebri da I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni e propagate fino alla Valle Bormida.

Sono arrivata a Spigno Monferrato (AL) in auto, assieme a mio marito, sotto un cielo incerto, di quelli che sembrano promettere pioggia ma ancora trattengono una quiete chiarissima, quasi aurorale. Ho incominciato a percorrere le tracce dell'anima antica che abita il piccolo paese della Valle Bormida, nell'Alto Monferrato, a partire dalla storica fontana del paese, niente meno la Fontana di Leda e il Cigno, in Piazza Gandolfo Natale, al centro dell’antica piazza nei pressi della quale si racconta che un tempo sorgesse una Torre... 

Leda era lì: una presenza elegante, quasi fuori dal tempo e dallo spazio che apparentemente la contengono; forse custode di femminino sacro che più che adornare la piazza fa memoria di qualcosa, o qualcuna... La fontana, nella forma attuale, risale al 1914.



Miti in viaggio. (...) Ma alcuni dicono che Elena fosse figlia di Nemesi e di Zeus; infatti lei, fuggendo dagli abbracci di Zeus, si trasformò in un’oca, ma Zeus a sua volta assunse l’aspetto di un cigno e così la possedette; e come frutto del loro amore ella depose un uovo, che un certo pastore trovò nei boschi e portò e diede a Leda; ed ella lo mise in una cassa e lo custodì; e quando Elena nacque a tempo debito, Leda la allevò come propria figlia”. Apollodoro. The Library. Tradotto da James George Frazer, vol. 1, Harvard University Press; William Heinemann, 1921, 3.10.7.





In un territorio come la Val Bormida, segnato da antiche presenze liguri e successivamente celtizzate, simboli come quello del cigno possono altresì evocare stratificazioni più profonde, memorie sopite che nel mito di Leda potrebbero finanche rievocare l'antica dea Brigid nel suo carattere di protettrice delle acque, venerata proprio nella Gallia Cisalpina, area che un tempo comprendeva anche Spigno, romanizzata tra III e II secolo.

Superata la “piazza di Leda”, da Via dell'Asilo abbiamo proseguito in salita verso il cuore di Spigno, intravedendo il luogo dove, intuitivamente, ho pensato che la torre sopra citata un tempo si levasse, niente meno al crocicchio tra Via dell'Ospedale e Via del Macello.


Osservando i dettagli di quei vicoli silenziosi,  ho notato che Spigno e le sue case apparivano  arroccate sulla pietra, la stessa che assumeva forme di volti familiari, come di troll, con occhi vigili che, forse, hanno assistito alla Caccia alle Streghe tra il 1631 e il 1632, forse conservandone la memoria.


Salendo tra le vie del borgo, ho incontrato anche un dipinto murale bellissimo di quella che dovrebbe essere Santa Caterina d'Alessandria, martire cristiana del IV sec. che avevo avuto la fortuna di incontrare anche lo scorso inverno a Ponte, in Val Formazza, presso la Chiesa dedicata alla santa. Un volto femminile e fiero, che per via di alcuni attributi  tra cui la rosetta ornamentale sul capo  mi ha ricordato il doppio Brunilde/Rosapsina, niente meno una valchiria, eroina celeste. 
Divagazioni personali a parte, nel caso della Santa, con tutta probabilità quel gioiello, lontanamente simile a una piccola stella, rappresenta la luce della sua sapienza, posta lì come una aureola, a ricordare la guida saggia che proviene da una dimensione altra, lume di conoscenza. Il dipinto è datato 1902 e ha subito il restauro di recente, nel 2015; fra i simboli del martirio: la spada, che simboleggia l'eloquio tagliente e la ruota dentata, simbolo della sua morte. Secondo Nicola Bizzi, autore del volume “Ipazia di Alessandria e l’enigma di Santa Caterina”, Santa Caterina potrebbe derivare in parte da Ipazia d’Alessandria (ca. 370 – 415 d.C.), filosofa uccisa ad Alessandria nel 415 da una folla cristiana inferocita sotto al vescovo Cirillo. Il possibile sincretismo si riflette anche nell’arte di Masolino da Panicale...




Verso le alture, Spigno conserva  altresì una delle sue memorie più antiche: davanti alla chiesa di Sant’Ambrogio, costruita nel Cinquecento e raggiunta attraverso un arco che ancora ne segna la soglia, ho sentito una particolare sensazione di libertà luminosa. Lo spazio si apriva in un prato silenzioso, che accompagnava lo sguardo alla facciata a bande liguri, quasi impercettibili nella penombra del tramonto...



Poco oltre, su su verso la rotta meno in vista, abbiamo visitato anche i ruderi di quello che doveva essere il castello: resti spezzati, ma ancora capaci di trasmettere la tipica aria di sorveglianza del tempo in cui sorsero. 
Le fonti collocano l’area del castello nel nucleo storico di Spigno e fanno risalire la vecchia costruzione ai secoli XII-XIII; il borgo stesso sorge su uno sperone tra la Bormida di Spigno e il torrente Valla, e forse è proprio questa posizione ad attribuirgli quella severità che nel 1631 vide l'edificio, allora nelle mani dei marchesi del Carretto, teatro di detenzione di alcune fra le quattordici donne (e uomini) imputate come streghe e untrici, tutte quante morte inspiegabilmente prima ancora della fine degli umilianti processi cui vennero sottoposte soprattutto perché accusate di aver diffuso la peste; il tutto, senza il consenso del Santo Offizio, del padre inquisitore di Genova e del vescovo di Savona, bensì a causa della fretta del marchesato di liberarsi da un impiccio inutile”    questo è circa il modo in cui la causa è stata definita dal parroco di Spigno d. Verruta, che mancò perfino di consegnare alle autorità ecclesiastiche di competenza un qualsiasi documenti relativo ai decessi che, tutt'oggi, lasciano in ombra questa parte di storia della Valle Bormida...


Citazioni di viaggio. Il 14 luglio 1631 vengono arrestate Margarita Bracha e Bianchina Suliana. Margherita venne rinchiusa prima nelle stalle del castello di Spigno, in un secondo momento anche in un locale adibito a ospedale; Bianchina viene invece nascosta in un vano sotto il campanile, affidate alle “cure” del birruario (guardiano carceriere) di Spigno, che venne invitato a non farle morire di fameSimone, Claudia Rosaspina, Quelle maledette Bestie. Cronache e Incanti dai processi per Stregoneria di Spigno MonferratoStrega in Rosa, Apr. 2026.

Dall'alto dei ruderi, abbiamo scorto il Ponte di San Rocco, che attraversa la Bormida: un ponte medievale, legato all’antico assetto del paese e all’abbazia, che sembrava sospeso tra due mondi, quello visibile e quello invisibile a cui, solitamente, passaggi come questo conducono...

 Anche se non c'è stato il tempo di percorrerlo, ci siamo accontentati della vista distaccata che solo certe altezze possono offrire: guardando giù, verso il letto del fiume, ho avuto la sensazione che certi luoghi non siano lì per essere attraversati, ma per concedere una visione d'insieme, altrimenti inaccessibile.

Al solito, ci siamo rifocillati in una piccola caffetteria, questa volta panoramica sulla Bormida e sulla Passerella Cav. Giovanni Marenco: nelle patatine che ho divorato perché afflitta dalla solita nausea post viaggio in auto, ho trovato come sorpresa un piccolo unicorno glitterato. Da non crederci...!





Altre fotografie.



Un ultimo saluto, prima che il sole tramontasse davvero. La zucca, a ricordarmi di non mancare alla seconda edizione di Masca, 
“Il ritorno della Strega”, che con tutta probabilità si svolgerà verso la fine di settembre del 2026. Non vedo l'ora! Il borgo si vestirà in festa tra magia, spettacoli e sapori...con la Pucia delle Streghe, altre delizie e una grande sorpresa.

A presto, Spigno.
Possano le tue Masche ritornare a splendere nella memoria.

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Sitografia interna di riferimento

Simone, Claudia Rosaspina.Quelle maledette Bestie. Cronache e Incanti dai processi per Stregoneria di Spigno MonferratoStrega in Rosa, Apr. 2026.
Simone, Claudia Rosaspina. Stregherie a Rocchetta. Sulle Tracce delle Streghe di Spigno Monferrato Pt. II.Quaderno di Rotta di Una Strega Moderna, Apr. 2026.
Simone, Claudia Rosaspina. “Sunt lacrimae rerum. Ma nessuno piange le Streghe di Cairo Montenotte”. Strega in Rosa, Mar. 2026.
Simone, Claudia Rosaspina. “Strega in Rosa approda su L’Ancora.” Strega in Rosa, Mar. 2026.
Simone, Claudia Rosaspina. Attraverso la bruma di Cairo Montenotte. Ritorno sul Sentiero delle Streghe Savonesi...”. Quaderno di Rotta di una Strega Moderna, Mar. 2026.

Bibliografia e sitografia di approfondimento

“Fontana di Leda e il Cigno”. e-borghi.
“Cisalpine Gaul”. Encyclopaedia Britannica.
“Parrocchiale di Sant’Ambrogio”. PiemonteGo.
“Spigno Monferrato: storia e monumenti”. Archivio Storico.
“Magia di neve Ponte in Val Formazza”. Quaderno di Rotta di una Strega Moderna, dicembre 2024.
Bizzi, Nicola. “Ipazia di Alessandria e il mistero del transfert con S. Caterina”. Le Culture, 23 luglio 2023.
Bizzi, Nicola. Ipazia di Alessandria e l’enigma di Santa Caterina. Aurora Boreale Edizioni, 2018.
“Spigno Monferrato: Area Castello e ruderi di Spigno”. e-borghi.
“Chiesa di Santa Maria Assunta – Rocchetta di Spigno – Spigno Monferrato – Acqui”. Le Chiese delle Diocesi Italiane.
“Ponte di San Rocco”. e-borghi.

Diritti

Testo e fotografie di Claudia Rosaspina Simone, Tutti i diritti riservati.

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