Stregherie a Rocchetta. Sulle Tracce delle Streghe di Spigno Monferrato Pt. II.
(...) “Alla villa della Rocchetta di Spigno siano christiani e christiane poco timorate di Dio Benedetto che comettono molti disordini come inhobedienti a S.ta Chiesa, massime di streghe, comettendo molti assassinamenti et stregherie”.
Oliveri L., “Un processo per Stregoneria in Val Bormida…”, acta criminalia, doc. n° 2, op. cit. in Simone, Claudia Rosaspina, “Quelle maledette Bestie. Cronache e Incanti dai processi per Stregoneria di Spigno Monferrato”. Strega in Rosa, Apr. 2026.
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Il luogo che mi ha toccata di più, percorrendo le tracce delle Streghe di Spigno, è stato Rocchetta di Spigno (350 – 400 m s.l.m.), frazione da cui provenivano quasi tutte le accuse. Lì, senza ancora aver consultato i documenti né letto molto sulla vicenda, ho sentito l’aria cambiare, alternando stati di meraviglia a consapevolezze funeree.
C’era vento, una pioggerellina sottile, un’atmosfera sospesa e quasi inquieta: sembrava di sentir passeggiare la morte, che col suo mantello svolazzante spostava le foglie secche aprendo un varco al suo passaggio.
Alla Rocchetta, ha osservato mio marito Michele, sembrava che il tempo fosse fermo all'autunno: sentimmo una sensazione simile, sul sentiero delle Streghe di Venegono inferiore. Entrambi i luoghi, pur lontani dall'autunno, erano tinti di rame e avvolti da inusuali strati di nebbia.
Riflessioni di Una Strega in Viaggio. Nonostante ciò, il rosa faceva da padrone alla scena, soprattutto nella bella apparizione dei giacinti che fioccavano in via della Chiesa, insegnandomi, ancora una volta, l'arte di permettere a una parte più profonda e antica di me stessa, di camminare quei luoghi al mio posto, attraverso il mio corpo e la mia mente che, distesi, le hanno permesso di penetrarmi, e vivermi.
Un passaggio segreto tra le piante, collegava la parete principale della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, allo spazio verde con qualche tavolino e qualche panca che un tempo avrebbe potuto essere un luogo di ritrovo dopo la messa.
Punti luce sulla Rotta. Ancora Rosa Canina. — Se son rose, hanno spine! — Ripete spesso mia zia Angela. Come darle torto? Addentrarsi sui sentieri delle streghe richiede il coraggio di pungersi un po', sapendo che, cercando e varcando, alla fine si raccolgono piccoli frutti nutrienti: rossi come il sangue, e come il fuoco delle guaritrici del passato che grazie ad articoli e saggi come questo, ritorna in vita.
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A Rocchetta di Spigno c’erano gatti, tanti gatti, e una casa – anche qui, rigorosamente rosa –che sembrava uscita da un tempo passato...
Citazione di viaggio. “La notte che io dormii colà (nella casa della puerpera) non sentii in vita mia li più brutti urli e gridi di gatti che in quella casa”. Oliveri L., “Un processo per Stregoneria in Val Bormida…”, acta criminalia, doc. n° 12, op. cit. in Simone, Claudia Rosaspina, “Quelle maledette Bestie. Cronache e Incanti dai processi per Stregoneria di Spigno Monferrato”. Strega in Rosa, Apr. 2026.
Infine, un breve sguardo sulla vallata, ancora assorti dalle presenze che lì si agitavano, tra le grida sorde (forse non le abbiamo immaginate...) che sembravano raccontare all'anima un dolore profondo, sintomo di una lacerazione ancora aperta e sanguinante della memoria del luogo.
Citazione di Viaggio. “E mettiamoci un poco nei panni di queste povere donne di campagna, strappate alle loro case e interrogate – tortura a parte – nel cuore della notte, al lume delle torce, in antri semibui da “signori” per loro onnipotentiche le sanno già colpevoli e le vogliono morte”. Oliveri, Leonello. Un processo per stregoneria in Val Bormida nel 1631. Le Streghe di Spigno, 3 Mar. 2017.
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(...) Questa è l’assurda vicenda con cui la Valle Bormida, tra gli inizi e la metà del Seicento, divenne teatro di una dimensione superstiziosa e maledetta: la “contaminazione occulta” di quello che era un feudo ove la cultura del mare e quella della pianura si intrecciavano, divenne peculiare, a partire dal cuore delle accuse, niente meno la “Rocchetta” di Spigno, fino a Merana che “consegnava” Caterina Marenca, e mentre Cagna fu presumibilmente il “laboratorio del contagio”, Serole e Castelletto Val d’Erro ospitarono scenari di malefici contro bestiame e bambini.
Le danze sotto al noce, la cerimonia della grandine “sopra a un monte”, l’unguento, forse il volo con “il bastonetto”. Tutto a Spigno diventava vero. D’altra parte, è evidente che se la peste era reale – e lo era – per i contemporanei doveva essere reale anche ciò che lì l’aveva condotta. I morti si accumulavano e la gente disperata, si sa, vuole sempre un responsabile su cui accanirsi...
Simone, Claudia Rosaspina.“Quelle maledette Bestie. Cronache e Incanti dai processi per Stregoneria di Spigno Monferrato”. Strega in Rosa, Apr. 2026.
Altre fotografie.
Tornati all'auto, siamo riscesi attraversando i tornanti che da Spigno ci avevano condotti alla sua Rocchetta, e ci siamo fermati qualche istante a osservare la Bormida – quel giorno particolarmente grigia e fangosa – approfittando di quel silenzio per riflettere e appuntare qualche nota.
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Sitografia interna di riferimento
Simone, Claudia Rosaspina.“Quelle maledette Bestie. Cronache e Incanti dai processi per Stregoneria di Spigno Monferrato”. Strega in Rosa, Apr. 2026.
Simone, Claudia Rosaspina. “Camminando tra Ombre e Incanto. Sulle Tracce delle Streghe di Spigno Monferrato Parte I”. Quaderno di Rotta di Una Strega Moderna, Apr. 2026.
Simone, Claudia Rosaspina. “Sunt lacrimae rerum. Ma nessuno piange le Streghe di Cairo Montenotte”. Strega in Rosa, Mar. 2026.
Simone, Claudia Rosaspina. “Strega in Rosa approda su L’Ancora.” Strega in Rosa, Mar. 2026.
Simone, Claudia Rosaspina. “Attraverso la bruma di Cairo Montenotte. Ritorno sul Sentiero delle Streghe Savonesi...”. Quaderno di Rotta di una Strega Moderna, Mar. 2026.
Diritti
Testo e fotografie di Claudia Rosaspina Simone. Tutti i diritti riservati.






















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