Attraverso la bruma di Cairo Montenotte. Ritorno sul Sentiero delle Streghe Savonesi...

Piazza della Vittoria, Cairo Montenotte (SV) – Dove un tempo (documentata in piazza almeno fino al 2015) l'opera scultorea del Rogo delle Streghe dell'artista locale Mario Capelli Steccolini rimase esposta alla vista dei passanti. Sulle alture, le rovine del castello del XIII sec. della famiglia Dei Carretto.  

“Ai primi di un mese di marzo una fittissima nebbia si accumulò attorno alle montagne della zona. Sembrava che fosse calata una notte interminabile: gli uomini vagavano quasi come ciechi in mezzo a quella caligine, che penetrava nelle ossa facendole gelare, che intrideva tutto di un pesante umidore. Persino la legna ne era completamente imbevuta e non poteva essere accesa per preparare il cibo e per riscaldare le membra intirizzite…”. 
Rossi, Aldo. Liguria magica: storie di draghi, diavoli, streghe, fantasmi e altre antiche leggende. Genova, Fratelli Frilli Editori, Biblioteca dell’Insolito, 2007, p. 64.

Le radici misteriose di Cairo Montenotte si percepiscono ancor prima di raggiungerla: le indicazioni che ci è capitato di vedere dal finestrino dell’auto, quasi arrivati alla meta, che suggerivano comuni limitrofi come “Altare”, evocavano il sostrato mistico della Valle Bormida, un luogo temibile per le sue antiche leggende di streghe, diluvi apocalittici e bruma inquieta, ma anche dolce, perché dovunque io trovi una strega finisco per commuovermi e provare stati di delicata nostalgia.

Questa valle, sospesa tra Liguria e Piemonte, conserva storie antiche quanto i boschi che la percorrono. Il fiume Bormida – la Burnia, nel dialetto valbormidese – nasce a Rocca Barbena (dimora di una strega ingauna forse arsa sul rogo di cui ho già raccontato) e attraversa Cairo da nord a sud, scorrendo tra paesi e colline da secoli. Il suo nome sembra risalire all’antica radice ligure *bormo, che indicava “l’acqua calda o che gorgoglia”, una parola proveniente dai linguaggi perduti degli abitanti preistorici di queste terre, molto prima dell’arrivo dei popoli indoeuropei.
Forse è anche per questo che la valle conserva un’aria arcaica: per i segreti che nasconde la sua lingua.

Ma cosa c’è oltre la nebbia di Cairo?

Non certo una leggendaria “Isola dei Beati” come nel mito celtico, né l’isola di donne d’Aldilà di Pohjola, tipica dell’epica baltofinnica, né tantomeno un luogo particolarmente inserito nella rete ufficiale dei Borghi italiani delle Streghe, bensì un silenzio raccolto, gli sguardi radi dei frequentatori della piazza Vittoria – domenica 8 marzo scorsa, erano per lo più stranieri – che si accendevano curiosi al mio passaggio. Alcuni di quei ragazzi, al di là delle apparenze che possono ingannare, avevano l’aria disorientata, quella di chi sembra cercare ancora una direzione davanti a sé. 

La focaccina semplice, appena riscaldata, il caffè dall’aria un po’ stanca del pomeriggio in una piccola caffetteria frequentata da pochi anziani habitué, il cielo incerto che prometteva pochissimi raggi di sole…

Piazza della Vittoria. Cairo Montenotte (SV).

A Cairo Montenotte ci ha accolto una cornice imponente. Mentre con l’auto ci avvicinavamo al centro città, alla ricerca di un parcheggio, l’attenzione correva tutta alla Bormida e, più in alto, alle rovine del castello dei Del Carretto, che dominano ancora le alture con le loro strutture medievali risalenti almeno al XIII secolo.

Lungobormida Cornelio Anselmi. Sulle alture, le rovine del castello del XIII sec. della famiglia Dei Carretto, a destra il campanile della Chiesa di San Lorenzo (1816 – 1820).  Cairo Montenotte(SV).

Cairo Montenotte – che fino al 1863 si chiamava semplicemente Càiro — deve probabilmente il suo nome al latino medievale cairum, a sua volta collegato alla radice ligure car, “pietra” o “roccia”: è come se la città portasse inciso nel proprio nome l’antico legame con la terra e i suoi rilievi.

Riflessioni di una Strega in Viaggio. Lassù il cielo si apriva in sottili lembi infuocati, lasciando intendere che in alto – come in basso – la luce bisogna saperla cogliere, e anche dove l’aria è cupa e aleggia uno spirito difficile da comprendere a mani nude, talvolta è possibile scorgere un indizio luminoso, il nostro.

A disarmare l’iniziale indecisione, seguita dalla delusione per non aver incontrato ciò che cercavo – ossia la statua dedicata al rogo di Lucia e Maria Largherio, movente della nostra visita in quel luogo ai margini delle Langhe – ecco la speranza.
Il cine-teatro “Cairo” – per l’esattezza – dove si agitavano eccitati intellettuali della zona fra dipinti e odorose mimose, là esposti in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

Curiosità di viaggio. Le Streghe di Cairo Montenotte. Lucia e Maria: due donne accusate nel 1631 di aver diffuso la peste spargendo nei paesi una misteriosa “polvere di contagione”. La vicenda è nota quasi esclusivamente grazie alla trascrizione pubblicata nel 1899 dallo storico savonese Vittorio Poggi, che riportò la copia di una relazione dello storico savonese Agostino Verzellino attribuita al pretore di Cairo, Bartholomaeus Galaverinus, unico documento noto a menzionare l’interrogatorio delle due donne.

Dall’atrio, si intravedevano alcune sculture che sembravano ricalcare l’esatto stile dello Steccolini, che fino ad allora avevo visto soltanto in fotografia, ed ecco: il lume si è acceso.

— Gentilissime — mi sono rivolta alle addette alla biglietteria.
— Sono venuta da lontano, convinta che la statua del Rogo delle Streghe di Cairo svettasse in piazza della Vittoria, ma purtroppo non c’è; sapete dirmi, considerato che qui al cinema mi sembrano esserci alcune delle sue creazioni, dove si trova adesso?

— Non ne abbiamo idea, signorina, né memoria di dove e quando la statua di cui parla sia stata esposta a Cairo; provi a telefonare in settimana al comune, sapranno dirle senz’altro qualcosa — ha risposto cordialmente una delle due, della quale, sinceramente, ho rimosso il volto; mentre l’altra, che mi è rimasta impressa, con fare nubivago mi sorprende:

— Sono sparite le streghe!

“No, non sono sparite, signora”, avrei voluto rispondere…

Piazza della Vittoria, Cairo Montenotte (SV) – Dove un tempo (documentata in piazza almeno fino al 2015) l'opera scultorea del Rogo delle Streghe dell'artista locale Mario Capelli Steccolini rimase esposta alla vista dei passanti.

Ero venuta a conoscenza della statua, mentre redigevo la ricerca sulle Streghe bambine di Albenga, in un articolo di Federica Pelosi de Il Secolo XIX che nel 2015 ne menzionava l'esistenza. Dopodiché, di Lucia e Maria, devono essersi perdute le tracce: e dire che erano appena state ritrovate...!

Allontanati da lì, io e mio marito ci siamo infilati tra i corridoi del cinema, mentre un film era già in corso nelle sale e i dialoghi sgattaiolavano ovattati fino alle nostre orecchie. Ammiravamo qua e là  le figure scolpite nella pietra bianca dallo scultore cairese, che emergevano dal silenzio dei corridoi spezzando il caos tipico di quelle aggregazioni umane che di solito rifuggo, lasciando intendere la presenza di una dimensione altra, più vicina al mio spirito.
Tra queste spiccavano “La Comparsa Velata” e “Cairo Regina Templare” e solo allora mi sono accorta che una piccola affissione intitolata Monumento agli attori non protagonisti” si nascondeva dietro la fanciulla scolpita tra i veli: vi erano elencate le opere di quell'artista misterioso e i rispettivi luoghi di esposizione. Tutte ne avevano uno, tranne quella che mi interessava.
Il Rogo delle Streghe di Cairo”: gruppo scultoreo in attesa di destinazione. 
E figuriamoci, ho sussurrato a mio marito.

La Comparsa Velata” – di Mario Capelli detto Steccolini, cantore della tradizione savonese. Cine-teatro Cairo, Piazza della Vittoria, Cairo Montenotte (SV).

“Cairo Regina Templare” – di Mario Capelli detto Steccolini, cantore della tradizione savonese.Cine-teatro Cairo, Piazza della Vittoria, Cairo Montenotte (SV).

Naturalmente, nel giro di poche ore, avrei stanato la verità, contattato direttamente lo scultore che, con inaspettato piacere si è reso disponibile a mostrarmela direttamente dal luogo dove la tiene “nascosta”, forse per proteggere una delle sue figlie, (come lo stesso Capelli le ha definite), in attesa del suo prossimo viaggio tra le vie dell'arte...

Curiosità di viaggio. Lo Steccolini. Mario Capelli, detto Steccolini, scultore e appassionato studioso di storia locale,  ha dedicato molte delle sue opere alla memoria e alle leggende della Val Bormida, restituendo  a Lucia e Maria  – le due “untrici” di Cairo Montenotte presumibilmente arse sul rogo in Piazza Savonarola nel 1631 – quella dignità morale di cui accennava il Poggi già nel 1899.

Piazza Savonarola, luogo dove si presume possa essere avvenuto il rogo di Lucia e Maria Largherio, streghe di Cairo Montenotte (SV).

Nella piazza ai piedi delle rovine medievali, sorge una graziosa pizzeria che si chiama “L'Eretico”: al di là della dubbia vicenda di Lucia e Maria, certo è che qui arse sul rogo il frate domenicano Gerolamo Savonarola, da cui la piazza prese il nome. 
Non abbiamo avuto l'occasione di fermarci, dato che avevamo già deciso di cenare altrove, ma forse un giorno non lontano ci andremo, dato che le recensioni sembrano positive.

Frattanto, abbiamo deciso di godere del tempo rimasto, allungando il passo sul Lungobormida Cornelio Anselmi, che attraversa la città costeggiando il corso d’acqua. Immancabili i nostri amici gabbiani...

Lungobormida Cornelio Anselmi e il rio Bormida. Cairo Montenotte (SV).

Curiosità di Viaggio. Il Rianazzo delle Streghe. Forse proprio lungo queste rive, o nei boschi vicini, si trovava il misterioso Rianazzo” (forse da rio, dal latino rivus (“ruscello, corso d’acqua”), con suffisso accrescitivo o toponimico -azzo), il luogo dove – secondo le confessioni riportate nel documento del 1631 – si sarebbero riunite in danze le presunte streghe prima di spargere la loro “polvere di contagione”.

Ora il letto del rio giaceva quasi nudo, ma ho letto che in certi periodi la Bormida può gonfiarsi di piene improvvise...
Sarebbe bello rivederla “in forze”, vestita a festa come Cenerentola, in azzurro; ora silente, Bella Addormentata.

Ora un altra meta mi attende, non lontana da Cairo, dove violente vicende sembrano essere del tutto documentate, e io non posso evitare la tensione a ripercorrerle per narrarle...

Altre fotografie

Piazza della Vittoria, Cairo Montenotte (SV).

Giardini in Piazza della Vittoria, Cairo Montenotte(SV).

Tra le vie colorate di Cairo Montenotte (SV).

La Porta Soprana (XII  XIV sec.)

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Qui i processi integrali alle Streghe di Cairo e la ricerca: Simone, Claudia Rosa. “Sunt lacrimae rerum. Ma nessuno piange le Streghe di Cairo Montenotte”. Strega in Rosa, Mar. 2026.

Bibliografia e sitografia di approfondimento

Poggi, Vittorio. “Processo di streghe (1631)”. Bullettino della Società Storica Savonese, anno II, nn. 1–2, Savona, Tipografia D. Bertolotto e C., 1899, pp. 12–14. Trascrizione della copia originale di Bartholomaeus Galaverinus, Praetor Cayri.
Cassanello, Nicolò, Furio Ciciliot, Angelo Salmoiraghi, e Massimo Sangalli. “Toponimi del Comune di Cairo Montenotte”. Progetto Toponomastica Storica, Società Savonese di Storia Patria, 2014.
La valle Bormida e il suo fiumeFAI – Fondo Ambiente Italiano.
Perono Cacciafoco, Francesco. “Pre-Indo-European Relics: The *borm- Root in the European Pre-Latin Context”. Acta Linguistica: Journal for Theoretical Linguistics, vol. 9, no. 2, 2015, pp. 57–69.
“Cairo Montenotte”. Provincia di Savona.
Regio decreto 8 aprile 1863, n. 1234. “Col quale sono autorizzati vari Comuni delle Provincie di Genova, Firenze e Novara ad assumere una nuova denominazione”. Normattiva. 
Regio decreto 10 giugno 1880, n. 5487. “Che sopprime i comuni di Rocchetta, Cairo e Carretto e li aggrega al comune di Cairo Montenotte”. Normattiva.
Enzo Bernardini, Borghi nel verde. Viaggio nell'entroterra della Riviera Ligure delle Palme, Blu Edizioni, 2003.
Amico, Giorgio. “Un processo per stregoneria nella Val Bormida del Seicento”. Vento largo, 26 Giu. 2012.
Oliveri, Leonello. “Processi alle streghe in Val Bormida.” Val Bormida: Storia, Uomini, Eventi, 14 Gen. 2024.
Borrello, Giovanni. La stregoneria in Liguria: storia, leggenda, folklore. 2020, pp. 194–195. “Le Untrici di Cairo Montenotte”.
Rossi, Aldo. Liguria magica: storie di draghi, diavoli, streghe, fantasmi e altre antiche leggende. Genova, Fratelli Frilli Editori, Biblioteca dell’Insolito, 2007, p. 62.
“Streghe! Savona e le sue fattucchiere”. Ciceroni a Savona, 30 Ott. 2017.
Simone, Claudia Rosa. “Streghe, Dee, Befane, Donne e Valchirie: alle origini della stregoneria e la Vecchia Religione nell’Europa antica e occidentale”. Strega in Rosa, 20 Ott. 2018
Visconti, Eleonora. “Lo Steccolini, cantore della storia e del territorio premiato a Genova”. Articolo di stampa locale, s.d.
Pelosi, Federica. “Streghe nel Savonese, dossier dei cacciatori di sepolture anomale”. Il Secolo XIX, 8 dic. 2015.

Diritti

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