La Pietra del rogo della Cagna Corsa, Genova - LIGURIA
La scorsa domenica – il 13 aprile 2025 – io e mio marito ci
siamo avventurati, nonostante il tempo piovoso e incerto che ci ha impedito di
seguire una rotta tracciata, verso la Liguria, guidati soprattutto dal
desiderio di vedere il mare tempestoso, coi nuvoloni bassi e carichi d’acqua
che donano ai paesaggi marittimi un'aura spettrale. Dopo tanta luce – quella
dei “riflettori” del matrimonio, s’intende – sentivo la necessità di luoghi
ombrosi, umidi, lontani da occhi indiscreti, dove far riposare la voce e
porre fine alle continue domande dei conoscenti invadenti, affamati di sapere
se adesso faremo dei figli, o il motivo per cui non siamo andati in “viaggio di nozze”, dove
andremo ad abitare ora e altri luoghi comuni sessisti e superati coi quali siamo
stanchi di interfacciarci.
A ogni modo, senza saperlo, stavamo già seguendo le
tracce invisibili di una Strega Ligure della quale non conoscevamo
neppure l’esistenza – nonostante i numerosi libri che mi ero procurata sulla
storia locale e sulle vicende di stregoneria del passato avvenute nella zona, che purtroppo non ero riuscita a leggere del tutto e con calma. Sembra
impossibile, eppure sono sempre le streghe che trovo all’ultimo minuto, setacciando
velocemente il web, a colpirmi di più, a “farmi visita” quando meno me lo
aspetto, scoprendole nei momenti e luoghi più improbabili. Appreso della Strega
“Cagna Corsa”, così chiamata poiché, con tutta probabilità, era originaria della
Corsica, sapevamo in che zona delle Liguria fare la prima tappa della giornata…
Dopo le peripezie per parcheggiare intorno al centro storico
di Genova – che Michele non aveva mai visitato – soprattutto per il disagio che
girare con un’auto russa alta oltre due metri comporta, quando l’unica
soluzione possibile sono le soste al coperto, siamo riusciti a trovare il
nostro spazio nel parcheggio sotterraneo situato nei pressi del famoso Acquario.
Attrezzati per la pioggia e con l’animo leggero, abbiamo proseguito a piedi
fino alla Piazza Bianchi, non immuni al caos tipico delle grandi città in
questo periodo prefestivo. Lì, ad attenderci, la memoria della Strega.
Leggende di viaggio. La Pietra del Rogo della Cagna
Corsa La vicenda, avvenuta quando la Santa Inquisizione era sotto al
dominio di Re Luigi XIV di Francia, risale al XVII sec., quando la donna – una mendicante ritenuta maga e incantatrice che abitava nella vicina Rapallo che, a quanto detto, lanciava maledizioni su
coloro che non le concedevano qualche spicciolo – venne arsa viva proprio al
centro della piazza… Nonostante il soprannome offensivo, la “strega” aveva un
nome e si chiamava Catterina, anche detta “Manola”. Siccome si incominciò a convincersi che i bambini cui ella si avvicinava rimanevano “guastati”, senza
nemmeno ricorrere a un legale processo ma ad una serie di pratiche sommarie e
del tutto discutibili basate sulla pubblica fama e le testimonianze della gente credula (a seguito di una lettera di denuncia inviata al Senato
dal capitano di Rapallo Emmanuele dei Signori di Passano) la donna venne, prima ancora di essere ritenuta colpevole e quindi adeguatamente processata, trattenuta con la forza, legata e fatta prigioniera dal bargello Giannettino Crocco e dal suo famiglio Angelo Oliva presso il Castello di Rapallo, che allora come oggi sorgeva sul mare, e dopo una analisi delle deposizioni degli abitanti di San Pietro di Novella –
frazione di Rapallo dove la sfortunata viveva – il 6 luglio
del 1630 venne presumibilmente giustiziata e arsa viva al centro della Piazza Bianchi,
crocicchio di note vie genovesi traboccanti di storia e leggende da brivido. Prima
di decedere, però, aveva dato un avvertimento: la pietra sulla quale il fatto
si sarebbe consumato, avrebbe ricordato la sua anima per sempre, si sarebbe annerita
e avrebbe quindi trattenuto il fuoco di quel fatto doloroso in eterno. Ancora oggi, la pietra è scura e
risulterebbe “calda”. “Si sono viste le informazioni da voi prese contro la Cattarina
detta la Cagna Corsa inviateci con la vostra del dodici. Vi diciamo che
restando il suo delitto soggetto allo statuto criminale Cap. 10 sotto la
Rubrica De Veneficiis, tirate innanzi questa causa terminandola con giustizia”
(1). Queste, le uniche parole scritte riconducibili a fatti certi
rispetto alla sentenza, il cui esito e conseguente rogo non sono stati riportati nero
su bianco. Nonostante l'accaduto sia considerato materia di leggenda dagli studiosi locali, insieme alle storie circa gli orologi della piazza che si fermerebbero tutti, improvvisamente, alle dodici, ora della morte della donna, non è difficile immaginarlo come realmente accaduto, data l'abbondante somiglianza con altri fatti contemporanei che avvenivano nelle regioni del Nord Italia e in Europa.
Che l'incanto lanciato dalla Strega sulla Pietra fosse iperbolico e francamente difficile da dimostrare, non lo metto
in dubbio. Eppure, in fondo al cuore, una vocina mi sussurrava di appoggiare la
mano sinistra sulla mattonella annerita, per ascoltarla. Come potevo sentire
qualcosa, con tutta quella pioggia e le fughe completamente allagate? —
Prova a fare caso se la temperatura è differente rispetto alle altre mattonelle — ha
suggerito Michele. In effetti, abbiamo entrambi sentito la differenza. Forse ci
siamo autosuggestionati, ma le pietre attorno erano ghiacciate, mentre quella della Cagna Corsa era tiepida…
Il Mio Album fotografico
Itinerario della Strega da Genova Piazza Bianchi a San Pietro di Novella a Rapallo
La Chiesa di San Pietro in Bianchi, affacciata sulla Piazza Bianchi, dove presumibilmente il rogo della Cagna Corsa avvenne.
La Pietra leggendaria su cui si consumò il presunto rogo, precisamente al centro della Piazza Bianchi del centro storico di Genova
Non è dato sapere se il rogo della Cattarina fosse realmente avvenuto, né se si fosse consumato qui. Fra l'altro, sembra che la pavimentazione della Piazza Bianchi sia stata rattoppata molte volte, dal Seicento ad oggi, anche se alcune/i sostengono che quella mattonella non abbia subito modifiche...
Ascoltando la pietra, che risultava più tiepida di quelle attorno
La Piazza Bianchi, al centro della quale è sita la pietra della Cagna Corsa
La pietra della leggenda, insieme alla Piazza Bianchi e alla Chiesa di San Pietro in Bianchi, chiusa durante il nostro orario di visita
Uno scorcio che mi ha colpita sul centro storico di Genova, nei pressi della Piazza del rogo
Leggende di Viaggio. La Fantasma della Cagna Corsa La leggenda narra che la fantasma della Strega, giustiziata a Genova, in Piazza Bianchi, nel 1630, si aggiri tutt'ora a San Pietro di Novella – frazione a pochi chilometri da Rapallo dove la donna abitava – apparendo nei panni della mendicante che fu. Si dice che, quando la notte è fonda, la Cagna Corsa bussi alle porte delle case chiedendo fichi e castagne e qualcuno afferma persino di averle donato delle monete e che la donna le abbia ricevute volentieri...
“Ponno essere circa quattro anni, e lo saranno a Carnevale, che Cattarina, detta la Cagna Corsa, venne a casa mia a San Pietro, mentre che io non ero in casa, et vedendola Angeletta mia moglie nella porta, non voleva che entrasse in casa, et essa volle entrare: quando fu in casa disse a detta mia moglie quello là è il vostro fante? Et essa mia moglie le disse che non sapeva cosa si fusse e poi detta Cattarina domando a detta mia moglie delle castagne e delle fiche, e le disse che non ne aveva, e poi addimandò dell’olio chiaro et essa mia moglie le disse che non ne aveva e detta Cattarina le replicò o no averete bene si et essa mia moglie le disse che l’aveva bollito, et essa gli disse che glielo desse come era e detta mia moglie le disse che andasse a prenderselo in una ramara che era ivi, e così andò, e se ne prese quando volle per empire un doglio che aveva, e poi se ne ando via et andandosene disse a mia moglie tu facevi meglio a darmelo chiaro, e questo seguì al martedì, e poi detto mio figlietto che era di un mese e dieci giorni stesse sempre mae da due ore dopo che fu partita detta Cattarina, et all’indomani che era mercoledì, mentre mia moglie lo fasciava, a tre ora di notte le uscirono tre stizze di sangue dal naso, e tre stizze le caderono dalla bocca e subito morse che alcuno non se ne accorse e poi facessimo diligenze per vedere cosa aveva avuto, trovammo che aveva delli segni neri nella gola che pareva le fusse stato messo una mano e io non posso sospettare salvo in detta Cattarina, perché si tiene pubblicamente che sia una strega perche disse a mia moglie quelle parole che sopra ho detto” (1 p. 192).
Suggestivo notare la ricorrenza del numero tre, velata tra le parole della testimonianza dell'allora trentenne Nicolo Multedo di San Pietro di Novella: materia da fiaba o dietrologia esoterica? In entrambe i casi, la faccenda lascia spazio a diverse riflessioni, che, forse, approfondirò in una ricerca tra le stanze de L'Antro di Luce.
La Chiesa di San Pietro di Novella, incantevole stile rococò. Restaurata nel 1731, i documenti che ne fanno cenno risalgono al 1200.
L'edificio storico era impenetrabile, ma a noi interessava più che altro entrare nel piccolo paese per “sondare il respiro della Strega”, toccando con mano i luoghi ove lei stessa aveva camminato e mendicato. Povera disgraziata – ci siamo detti io e Michele – forse spese e tasse l’avevano schiacciata e non era in grado di lavorare per via di un qualche problema di salute, chissà.
A sinistra del portale principale della Chiesa, la barca di San Pietro (forse, una iconografia che ha radici nell'antico, sincretismo con traghettatori di dietrologia pagana...)
Seguono gli scatti fra le vie di San Pietro di Novella, nebbioso e silenzioso nido.
San Pietro di Novella, il paese della Cagna Corsa - Rapallo - GENOVA - Liguria






Allium triquetrum L. - Aglio Selvatico
Che sorpresa l'incontro coi fiori di aglio selvatico; ogni anno, quando sboccia la primavera, ci piace immergerci nella natura per ampliare il nostro herbarium magico, inutile dire che quando sono le erbe o i fiori a giungere a noi, e non noi a cercare loro, si prova ancora più gioia! Si ha la sensazione che siano lì per un motivo, che appartiene solo a noi.
Il dono acquatico sulle foglie della pianta mi ha incantata: come poteva essere gratuito, uno spettacolo simile?
Riflessioni di Una Strega in Viaggio Quanti viaggi vuoti e inutili, compiono la maggior parte delle persone. Pagano ingenti somme di denaro, vanno dall'altra parte del mondo alla ricerca di una magia esotica soprattutto allo scopo di mostrarla, ignari di quella che si nasconde proprio sotto ai loro occhi, magari dietro casa. Essere una strega naturale, per me significa soprattutto cogliere l'aura di un filo d'erba che illumina e giova al cuore semplice...
Seguono le fotografie della vicina Rapallo, luogo dove sorge il Castello nelle cui carceri perì la Cagna Corsa.
Che peccato scoprire un meraviglioso castello bagnato dalle acque del mare e doverlo vedere con i ponteggi, abbandonato a se stesso da due lunghi anni – così ha detto la gentilissima signora che gestiva l'info point telefonico del castello, la quale non ha saputo dirci quando avrebbe riaperto al pubblico. Di certo, non mi farò scappare la visita a una tappa così importante degli ultimi momenti di vita della Strega Ligure, la quale in qualche modo mi è parso di sentirla ardere dentro, nel luogo dove molte ingiustizie sono state ingioiate, in quanto strega del nostro tempo.
Punti Luce sulla Rotta. I Cormorani
Ad essere sincera era la prima volta che li vedevo così da vicino, quelli che ritengo siano proprio dei cormorani. Sono come sirene, ho pensato, istintivamente. Alternando suoni gravi e acuti, trilli e gorgheggi, il canto del Cormorano si potrebbe descrivere come una sintesi di versi appartenenti a specie diverse. Mentre sorvola rive e scogliere, il Cormorano canta per chiamare a raccolta i membri dello stormo e segnalare la presenza di pesce, ma spesso finisce per richiamare l’attenzione dell’uomo, mettendosi in situazioni di pericolo (2).
Citazione di Viaggio Non mancano leggende europee dove streghe, sirene (e fate, che sono con tutta probabilità antenate delle streghe) condividono i loro corredi e poteri naturali legati alle acque e ai boschi.
Le sirene, pure se i più le credono nate dalla mitologia patriarcale odissiaca, hanno una dietrologia mitica preindoeuropea, mesopotamica/asiatica che, come si vede nella mia ricerca intitolata Le Sirene, Miti e Rivelazioni Alchemiche dalle Origini, affondano le radici etimologiche in espressioni descrittive della acustica, sensorialità e morfologia di animali come gufi, cormorani e, in generale, trattasi di figure femminili rappresentative di quasi tutte le dee aviformi (e ittiomorfe) che hanno attraversato il mito antico, a partire dalla mezzaluna fertile e, per espansionismo/diffusionismo, fino al più gelido Nord, in un continuum di donne, streghe e creature acquatiche che, in fin dei conti, sono da considerarsi sfaccettature di un unicum, temutissimo volto ancestrale di donna sacra che, alla stregua dell'uccello notturno che delinea la strega, sosta nei reami di foschia e oscurità, ben rappresentati dalla notte e dalle profondità delle acque cui la strega, antenata della dea ctonia è famigeratamente attribuita. Tratto da Strega, Studio della Parola - Testo di Claudia Simone, L'Antro di Luce





Rapallo, due passi in paese
Sulla via di casa, alcuni scatti ispirati sul tragitto tra Rapallo e Genova, dove siamo ritornati per prendere l'autostrada. In pratica ho fatto fermare l'auto a Michele diverse volte per trovare l'angolazione perfetta. Chissà se, alla fine, l'ho trovata...
Cielo e mare, un matrimonio d'acqua salmastra e nebbia. Una suggestione alla quale era quasi impossibile sottrarsi.
Sott'acqua, un movimento serpentino e una magica scia di luce bianca. Non ci siamo fatti domande, limitandoci ad osservare l'incanto.
Dove è foschia, e profumo di braci, là voglio vivere. Una certezza alla quale sto dando voce con scelte delle quali, sono certa, non mi pentirò...
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Seguono alcuni scatti al vascello Neptune, situato nel porto antico di Genova, costruito nel 1986 nei cantieri di Port El Kantaoui, in Tunisia, allo scopo di diventare set per film e serie televisive, tra cui Neverland – La vera storia di Peter Pan di Nick Willing, dove la nave rappresentava la Jolly Roger di Capitan Uncino. La visita è stata deludente, ovvero non ci è stato permesso di frequentare gli interni poiché accettavano solo banconote... Siamo abbastanza sicuri che il POS per le carte funzionasse, ma per fare i furbetti hanno deciso di dire a noi e ad alcune famiglie che attendevano in coda che fosse fuori servizio. Dopo un trattamento del genere, anche sgarbato, eravamo sicuri che non valesse la pena cercare un punto di prelievo, perciò, arrivederci Peter Pan! — Tanto è finta! — ha aggiunto Michele, con stoicismo.
Curiosità di viaggio Numerose sono le leggende liguri legate al dio Nettuno, “re del mare”, che tuttavia celano la presenza di deità più arcaiche, presumibilmente femminili... Ma, questa, è materia di una delle future rotte.
La rotta è carica di punti luce, ancora da scoprire e da svelare...
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Bibliografia e Sitografia
Testo e fotografie di proprietà di Claudia Simone. Tutti i Diritti Riservati.
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