Due Mari, due Mondi, due Me. Luna di Miele e Memorie Sireniche a Sestri Levante

“Che sera incantevolmente fiabesca a Sestri di Levante! L’osteria si trovava vicino al mare, che si agitava in grandi onde, il cielo splendeva di nuvole rosso fuoco, le montagne si alternavano in colori intensi. Gli alberi stessi sembravano grandi cesti di frutta, stracolmi di potenti e pesanti grappoli d’uva, che la vite sollevava lassù”. Andersen, Hans Christian. Mit Livs Eventyr (Il racconto della mia vita). C. A. Reitzel, 1855. Arkiv for Dansk Litteratur, p. 154

Introduzione al Viaggio

A volte i viaggi più lunghi – e intensi – sono quelli su cui si ha meno da raccontare. Non perché il vissuto e l'incanto siano meno che in altri, ma ci si è immerse così appieno in quelle acque da aver lasciato indietro, a casa, pensieri, preoccupazioni e schemi attraverso i quali si aveva sempre creduto di dover “creare” e scrivere.

Taccuino di Viaggio “Questo sarà un viaggio dentro, durante il quale non mi preoccuperò di memorizzare, appuntare e ricercare, mi limiterò a far respirare l’anima e il cuore”, mi sono detta fin dalla partenza. 

Nella assenza della mente, una pienezza d'anima è allora giunta: ciò accade quando è lì, che si nuota, non sul pelo dell’acqua, ma dove il blu è più profondo e la voce del mare non mente.
Ho vissuto tutta la vita sapendo di essere “speciale”: non mi sarei mai accontentata – e nemmeno avrei potuto, neanche se lo avessi voluto – di vivere a una sola dimensione. Ho sempre saputo che un unico mondo, per me, non sarebbe stato abbastanza. Così ho nutrito appieno l’altro, quello che – almeno fino ai tempi più recenti – mi aveva dato più soddisfazioni di quello tangibile, per così dire. Eppure, nella ricchezza che ha caratterizzato questo nuovo salto, di  materiale (nel senso comune e impoverente del termine) c’era ben poco. Dove c’erano bellezza e opulenza fuori, esse fiorivano e rispecchiavano dentro. I miei due mondi – quello magico e quello non-magico – questa volta più di altre erano fusi, entrambi incantati dalla magia sospesa delle vacanze di agosto. È come se, quest’anno, di matrimoni ne fossero avvenuti due: quello di sei mesi fa tra me e mio marito, e quello dentro e fuori me stessa, nella realizzazione di una completezza mai esperita prima. A Sestri Levante (GE) – in particolare nei momenti vissuti tra l’Hotel Due Mari e i tradizionali Bagni Segesta, entrambi Eccellenza Italiana – ho compreso che, nel viaggio che attende, non avrei più dovuto scegliere tra materia e spirito, tra ricchezza e spiritualità: entrambe impregnati la materia del sogno, un sogno divenuto realtà, che meritavamo di riconoscerci e concederci, dopo tante fatiche.
All’Hotel Due Mari, situato precisamente in mezzo alle due famose baie, che sono attrazione turistica internazionale – la Baia delle Favole e la Baia del Silenzio – ho potuto vivere, nutrirmi e riposare “tra due mondi incarnati”: l’essenza che da sempre avevo avuto dentro, adesso era reale, potevo stare con un piede in un mare ed uno nell’altro. A leggersi è difficile comprendere – almeno per alcune/i – e avrei tanto voluto salire a Punta Manara per mostrare con una fotografia l’esatta posizione dell’albergo, al centro della penisola divisa e bagnata da due mari gemelli, ma sapevo che quella lunga salita, in piena estate, con un sole così rovente che di più non si poteva, non sarei mai riuscita a superarla – a meno di non essere scortata in volo, s'intende, ma purtroppo non ho ali, non più. L’estate sì, ma solo se a meno di due metri c’è una qualsiasi pozza d’acqua nella quale rinfrescarmi! Le passeggiate in montagna e gli scarponcini, per me, sono concepibili solo da autunno inoltrato fino alla fine dell’inverno: “Un ottimo motivo per ritornare all’Hotel Due Mari molto presto!”, ci siamo detti io e mio marito, pregustando felici quel nuovo viaggio. 

Cenni Storici
Segesta Tigulliorum, le misteriose Origini di Sestri Levante

I cenni riguardanti insediamenti umani sul territorio di Sestri Levante, sono reperibili fin dall’antichità classica. Tutto farebbe pensare che Segesta fosse un insediamento a mare del popolo dei “Tigulli”– tribù ligure preromana – mentre l'area denominata Tigullia potrebbe essere stata situata più verso l’interno, anche se stabilire una collocazione precisa non è possibile. L’epoca della formazione di questi popoli rimane oscura, dato che Segesta Tigulliorum è menzionata unicamente da Plinio nel pieno dell’età romana mentre Tigullia è ricordata, oltre che da Plinio, da Pomponio Mela fra Luni (colonia romana fondata nel 177 a.C., un tempo parte del territorio della Lunigiana) e da Tolomeo tra la foce del fiume Entella e Portovenere; ipoteticamente, si ritiene che Sestri Levante fosse toccata dall’antico sentiero romano che connetteva l’alta Val di Vara all’approdo di Genua. Non essendoci però reperti di terra a testimoniarlo, si ha supposto che la strada basolata di epoca medievale che dalla chiesetta di San Sebastiano  conduce alla cappella di Sant'Anna (oggi diroccata, sulla altura che divide Sestri da Cavi di Lavagna, località detta “Pietracalante”) possa aver avuto radici in una preesistenza, il ché evoca le tracce pagane disseminate nella zona: Sant'Anna, protettrice dei marinai, nasconde in sé una serie di figure misteriose legate ad antichi culti precristiani di acque e cielo. Il ceppo di una ancora databile tra il I sec. A.C. e il I sec. d.C. al largo della località di Punta Manara – località d'attrazione turistica, dalla quale è possibile scorgere l’intero panorama della penisola con le due baie – testimonia altresì traffici marittimi dell’epoca romana, niente meno che la reminiscenza di una cultura legata al mare, ai naviganti e al legame dell’uomo con i corpi celesti, che erano guida imprescindibile per chi si avventurava in nave fin dalla prima storia israelita, egizia e cananea fra le altre, dove gli elementi di culto celeste sono, nel tempo, stati inglobati dalla culture greca e romana fino a giungere a noi. Non mancano a Sestri Levante reperti databili all’età del Rame e del Ferro, rivelando che il gioiello sestrese fosse abitato già nel corso della preistoria...

Solo dalla occupazione longobarda del VII secolo, a ogni modo, Sestri avrebbe assunto una posizione chiave di difesa: conquistata dalla famiglia dei Fieschi, Conti di Lavagna, poi resi feudatari, nel 1139 passò  alla Repubblica di Genova, la quale nel XII secolo tolse il possesso dell'isola ai monaci di San Fruttuoso per edificare, nel 1145, un munito castello e delle mura sulle rupi dominanti i due porti naturali della penisola (o isola) innalzando la definitiva difesa dei luoghi che costellavano la costa sestrese e stabilendo il definitivo dominio genovese sul borgo, con il mantenimento dell'esercizio fieschese tra il territorio di Trigoso e il castello: oggi, del complesso, non resta granché di originale: intorno al 1950 fu trasformato in un lussuoso albergo che ne ricorda il fascino, con la Torre Marconi del tredicesimo secolo rimasta intatta. Fatto sta che Sestri divenne teatro delle scorrerie piratesche, ma ciò non intaccò la pace ormai formatasi. In seguito, i mercati marittimi con la Sardegna e la Corsica fiorirono e il consueto traffico di cabotaggio con la riviera procedeva, per non parlare delle colline di Loto che erano già occupate da oliveti e castagneti, simbolo di Sestri. Anche il sale fu importante, tantoché Sestri rispondeva di un monopolio genovese su di esso, con un volume quasi pari  a quello di Spezia. Giunsero allora gli Sforza, cacciati però dai già citati Fieschi e nel Cinquecento i Doria, dove Sestri fu coinvolta nelle lotte coi genovesi  e gran parte dei possedimenti finirono nelle mani di Andrea Doria. Gli stessi, nei secoli successivi conquistarono il tratto litorale di Riva Trigoso. Fu allora che Sestri Levante subì le incursioni turche, che nel marzo 1632 vennero definitivamente interrotte dalle galee di Gian Vincenzo Imperiale, comandante della flotta genovese che spazzò via i pirati dalle coste liguri. A quel punto altre famiglie si domiciliarono lì: i Brignole, i Gentile, i Durazzo. Molti si trasferirono a Sestri anche per sfuggire alla peste nella prima metà del Seicento, anche se le epidemie non risparmiarono le Riviere. Le condizioni economiche di Sestri, allora, erano a ogni modo floride, commerciavano con l'Isola d'Elba,  la Toscana e la Grecia e divennero note le importazioni di vini e formaggi mentre un terzo della popolazione si occupava di pesca. Molte vie, tutt'oggi conservano la memoria delle attività che venivano svolte nell'entroterra, tra cui via delle Olive. Dalla località “Sara” era altresì la cosiddetta Via del Sale che collegava le valli sestresi a Parma e Piacenza. Dagli inizi della metà dell'Ottocento lo sviluppo, per via della diminuzione delle relazioni con l'entroterra dovuta alla amministrazione francese, iniziò a cessare e le fortificazioni perdevano la loro funzione militare, anche se il Duca di Richelieu e altre potenze straniere quali quelle spagnole aiutarono nel controllo dei movimenti austriaci durante la guerra franco-austriaca. 

Curiosità di Viaggio. Il “Leudo” Sestri si concentrò sempre più sul commercio via mare passando alla vela latina a triangolo che era in uso da migliaia di anni in Oriente e dagli arabi nel Seicento: i maestri d'ascia della riviera sestrese ricavarono allora un gioiello che per secoli caratterizzò la magnificenza ligure, creando Il “Leudo”, una imbarcazione che per la sua capacità di utilizzare molta vela anche con forte vento imperò fino agli anni Sessanta circa. 

Nel 1860 venne altresì aperta la ferrovia Genova-La Spezia e altre iniziative industriali. L'importanza del porto, nel corso del Novecento di certo diminuì, dato che le comunicazioni terrestri, lì come altrove, cessarono quel rapporto di interdipendenza dal mare, dalle sue suggestioni ed entità, ma a ogni modo la sistemazione del porto mantenne la sua importanza dati i numerosi insabbiamenti ai quali bisognava far fronte, senza contare che si dovette provvedere alla ricostruzione dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, dato che nel 1943 Sestri Levante fu occupata da tedeschi e le bombe americane di “im-precisione” distrussero luoghi di culto tra cui l'oratorio di Santa Caterina. Liberatasi dall'occupazione – alla quale i sestresi si opposero con profonda resistenza – fu l'incremento delle attività del settore turistico e terziario a incominciare la sua ascesa, tutt'oggi splendidamente in atto...

Cenni geografici e religiosi
La Insula Segestri e gli Antichi Culti Sororali

L'antica Sestri Levante era costituita da un isolotto, caratterizzato da un promontorio che nel versante sud era a strapiombo sul mare. In età moderna – ciò è probabilmente la causa della rivelazione di numerose suggestioni e leggende popolari legate al territorio – l'area si unì alla terraferma con la naturale formazione di un  sottile istmo dovuto dalle costanti alluvioni dei torrenti provenienti dalle valli, il Gromolo e il Petronio che generarono ingenti depositi di detriti dovuti alla azione del mare. Attualmente, l'istmo è con tutta probabilità molto più spesso di allora: in passato il mare si inoltrava nella piana sestrese e dove oggi sorge la città, con i suoi lussuosi alberghi e vicoli che affacciano su panorami mozzafiato, in principio era l'acqua... Ci troviamo davanti alla “ennesima” isola mitica – un argomento che può essere approfondito leggendo l'articolo di Strega in Rosa, intitolato L'Isola di Nebbia – dove non manca la reminiscenza di culti femminili sororali: fra le altre memorie, tra cui il più antico insediamento religioso della zona dedicato a San Michele Arcangelo, ubicato con tutta probabilità sul Monte Castello, nell'interno della già nominata panoramica Punta Manara e devastato dalla furia longobarda, vi furono le Turchine”, ordine fondato da Maria Vittoria de Fornari Strata (1562 – 1617) a Genova al fine di venerare ed osservare  “il verbo incarnato”, il cui nome, ispirato al loro scapolare o mantello azzurro, rievoca un contatto con le Fate e coi regni celesti d'aria. Le sorelle, alla fine del XVIII secolo, con la secolarizzazione dei beni ecclesiastici e il fiorire della Repubblica Ligure, dovettero abbandonare i loro conventi per non ritornare più. Forse, tracce di loro hanno rivissuto, un ventennio dopo, con la venuta a Sestri Levante delle “Maestre Pie della Presentazione di Maria al tempio o dell’Isola”, come sono popolarmente conosciute, sostituendo la presenza delle Turchine nel medesimo convento femminile. L’edificio, sito sulla sommità del promontorio della “Penisola” (nei pressi dell’antica porta orientale dell’Isola), risale al 1658, è stato soppresso alla fine del XVIII secolo per ordine napoleonico e, nel 1829, divenne sede delle Pie. 
In particolare, si ipotizza che proprio la zona alta della Penisola fosse un luogo di culto ligure-romano, poi cristianizzato con la chiesa di San Nicolò del XI sec., perciò è molto probabile che le Turchine abbiano abitato un complesso edificato su un’area che aveva avuto in precedenza funzioni sacre anche pagane… La veste delle Turchine era ipoteticamente legata al blu del mare e del cielo, risvegliando la possibilità di un sincretismo con antiche dee celesti, di mare e stelle, d'altra parte, il parallelo pagano più vicino alle Maestre Pie della Presentazione di Maria al Tempio o dell'Isola, potrebbe essere quello delle Vestali e, in generale, non è escluso che possedesse un contatto con le sorellanze iniziate al Tempio di preesistenza antichissima, di cui spesso ho fatto cenno sia nel contesto orientale che occidentale nelle ricerche legate a Iside Stella Maris e Astarte e alle Sirene, nel breve saggio intitolato Le Sirene, Miti e Rivelazioni Alchemiche dalle Origini od anche nella ricerca intitolata La Madre di Agosto, della Neve e del Gelo dalle Dolomiti all'Appennino. Il  tempo ha d'altra parte rafforzato il legame dei sestresi con la terra, lasciando alla memoria di pochi l'antica isola e i suoi misteri sommersi, acquatici e celesti, se non per il ricordo di resti di ancore e anelli e ciò che riguarda il mare dal punto di vista commerciale. “Insula Segestri” – così è ricordata nei documenti di epoca medievale del XII secolo quella magica landa ligure la quale oggi, come allora, suggerisce che un tempo lì vi furono cultuate le Madri, le Stelle, i raccolti, le Sirene... 


Il mio Album fotografico

 La Baia delle Favole e i Bagni Segesta dal 1917

I Bagni Segesta – balneazione “sartoriale”, niente meno metafora di un soggiorno cucito su misura dal 1917 – sono ispirati all’antico nome di Sestri Levante e, con tutta probabilità, alla leggenda della sua adorata Sirena… Sorgono sulla Baia delle Favole e a due passi dalla Baia del Silenzio, come opulento giardino che rifiorisce ogni estate, promessa di una memoria storica, bellezza e incanto che ormai si tramandano di generazione in generazione con la coltivazione del Vermentino i cui vigneti costellano la spiaggia. Frutto di un lavoro genuino e inconfondibile, nel 2025 il ristorante locale si è riconfermato come Eccellenza Italiana vista mare. I Bagni Segesta, con la loro architettura in legno naturale, le uve autoctone e il programma salvataggio tartarughe che ogni anno vede la reintroduzione degli esemplari protetti nelle acque sestresi, è un luogo per pochi: a scapito di chi sostiene che la Liguria sia ormai un luogo “per snob”, è grazie a questi luoghi esclusivi che la cultura locale, con la sua storia e le sue peculiarità, vengono conservate e continuano a prosperare nel tempo come realtà uniche da preservare, soprattutto per il bene delle spiagge e dei Mari che altrove, presso i bagni liberi, spesso riflettono i tipici segnali di quando la gente è lasciata “libera” di comportarsi come vuole... La nostra esperienza, qui, ci ha ricordato ciò che abbiamo scelto di meritarci e riservarci anche per la prossima stagione estiva, dove lusso ed esclusività sono, in realtà, sinonimo di un relax e di una pace incontaminata senza eguali, che siamo felici non essere per tutti, se “per tutti” significa che a tutti tutto è concesso...





L'attenzione al dettaglio, il servizio all'ombrellone, le chiacchiere sulle mostre locali e sugli eventi letterari e più ricercati della zona, hanno reso il nostro soggiorno lì, oltre che la perfetta vacanza al mare, anche una occasione di condivisione profonda con i locali e le loro tradizioni che richiamano ogni anno l'attenzione da tutto il mondo.



Leggenda di Viaggio. Segesta e Tigullio, l'amore fra una Sirena e un Tritone

All’origine, erano le stelle, le quali generarono mondi senza rigidi confini, dove i pesci volavano tra gli alberi e gli uccelli avevano la capacità di nuotare. Ma, come spesso accade, presto le dure leggi del mare vennero imposte da divinità ostili e megalomani: costoro separarono il mare da cielo e terra, condannando creature e uomini a nuove forme e nuove dimore, ma qualcuno non accettò di vivere in una sola di esse, così sorse Segesta, una sirena che rifiutava di non poter scegliere da sola il suo destino, poiché era animata dal desiderio di sperimentare più elementi, tra nuoto e volo, senza dover essere costretta a uno solo di essi. Il suo sussurro, dal mare giunse fino al giovane Tigullio – per alcuni un Fauno, per altri un Tritone che, forse, aveva subito una metamorfosi durante la creazione di quelle folli restrizioni – e, dall’incontro dei due, nacque il destino di Sestri Levante. La leggenda integrale che include la ricerca etimologica prosegue qui: Segesta e Tigullio. Leggenda ligure sulla origine di Sestri Levante  Di Claudia Rosaspina Simone per Strega in Rosa









Curiosità di Viaggio. Cicale e Sirene a Sestri Levante Mai, altrove, una spiaggia si era rivelata tanto silenziosa, né avevo udito cantare le cicale con la stessa attenzione: il loro canto è un richiamo di amore e accoppiamento; insistente e prolungato, il suono che emettono non è solo prova della floridità della oasi verde dei Bagni Segesta, ma sintomo di una terra che ha mantenuto intatto il legame con leggende e simboli antichi: nella celebre arte oratoria di Socrate, indagabile nel Fedro di Platone che di lui scrisse, in verità muse e sirene vengono entrambe assimilate alle cicale e al loro canto. Secondo il sapiente greco, una volta le cicale erano esseri umani che furono talmente storditi dal piacere di cantare che scordavano cibo e bevande e neppure si accorgevano di morire, da costoro nacque la famiglia delle cicale, alle quali le Muse concessero il dono di non avere necessità di nutrirsi appena nate, così che avrebbero potuto cantare immediatamente, fino a farsi portavoce delle Muse stesse. Tratto da Le Sirene, Miti e Rivelazioni alchemiche dalle origini  Ricerca di Claudia Rosaspina Simone per Strega in Rosa



Presso i Bagni Segesta, ogni pianta riportava una targa in legno con proprietà e nome della stessa: qualcosa di speciale e unico; per non parlare della calma della piscina ad uso degli ospiti della spiaggia, dove mi sono ritagliata attimi di meditazione profonda, osservando ammirata la torre del nostro albergo, l'Hotel Due Mari a due passi dai Bagni, che fra l'altro ne possiede una all'acqua di mare...
In quel lusso pacifico, sapevo di essere al mio posto, un posto che mi sarei riservata ancora e ancora, nella gioia di fare sacrifici e dedicarmi con ulteriore tenacia a passione e lavoro, pur di non lasciarmi sfuggire la meritata gioia negli anni a venire.



L'Hotel Due Mari dal 1965

Inaugurato nel 1965 come meublé dalla signora Angela Zolezzi, l’Hotel incastonato come un raro gioiello tra la Baia delle Favole e la Baia del Silenzio divenne albergo nel novembre 1973, rilevato da Carlo Ceruti, che lo riaprì ufficialmente il 9 aprile 1974 insieme all’annesso ristorante. La sede della nostra Luna di Miele, non avrebbe potuto essere più perfetta: me ne sono innamorata da subito, in fotografia, della torre di colore rosa che svetta tra vicoli d'alba e tramonto, i quali evocavano la presenza di una dimensione duplice, crepuscolare: vicendevole incanto...



Ogni angolo era espressione di cura, ordine e pulizia, in perfetto equilibrio coi Bagni Segesta, che collaborano con l'albergo anche a mostre d'arte e convegni letterari di cui ho preso nota.




Curiosità di Viaggio. Luna di Miele Pare che qualcosa di simile a quella che oggi chiamiamo “luna di miele” possa risalire ai Babilonesi e agli Egizi, dove gli sposi bevevano idromele per un mese per fertilità e felicità. I Romani e i Greci celebravano un periodo simile, offrendo miele e vini dolci agli sposi come simbolo di prosperità. Anche tra i popoli nordici e germanici medievali esisteva l'usanza, legata al ciclo lunare. Solo in tempi moderni la pratica di ritiro della coppia novella si svuotò dei suoi significati sacri e simbolici.
 
Nulla di più, al momento, sull'argomento sopraddetto: forse approfondirò le poche nozioni di superficie raccolte con rara leggerezza curiosando nel web, quando mi andrà. Adesso, godo ancora dell'insegnamento portato da questa vacanza, e mi dirigo solo alle rotte di studio per me indispensabili, lasciando che la perfezione dell'ultimo viaggio mi attraversi ancora, affinché la sua magia non esaurisca e il tempo estivo mi resti dentro ancora per un po'...



Vista sulla Baia del Silenzio


Taccuino di Viaggio. Vista Mare Sovente le Sirene sono raffigurate a occhi chiusi o socchiusi, forse in virtù del loro sguardo innatamente rivolto su una “vista mare dentro”. Guardare il mio mondo interno, spesso può essere più rivelatorio che osservare fuori, tuttavia, nella brezza che dalla Baia del Silenzio sfrecciava verso le finestre della nostra camera d'albergo, di esso ho ritrovato un riflesso. Nel soffio che mi ha spostato i capelli dagli occhi, forse, il sospiro della dolce Segesta, che dalla Baia ancora sogna di risalire dal promontorio per visitare la terraferma...


Fin da principio, non vedevo l'ora di osservare e fotografare la facciata dell'Hotel baciata dalle luci del tramonto che si riflettevano sulle due Baie: la stella della sera, in agguato, già stendeva il suo sguardo d'oro sul mare, nascosto dalle graziose costruzioni abbarbicate tra i vicoli, tipico della magia ligure che solo chi l'ha vissuta veramente può intendere.




Il Ristorante “L’Esedra”

All'interno dell'Hotel Due Mari, abbiamo consumato divine colazioni presso il Ristorante L'Esedra, rigorosamente mantenendo le nostre abitudini italiane, affidandoci alle intramontabili brioches alla crema pasticcera più buone mai mangiate e concedendoci il lusso della tipica focaccia ligure: una delle migliori, e garantisco di averne assaggiate tante a Genova! Ancora una volta, la parola d'ordine era il rosa: pareti, torri e giardini fioriti nell'incanto che più amo...









All'Hotel Due Mari, io e Michele ci abbiamo lasciato il cuore. Ora non resta che il ricordo del profumo di salsedine, e le saponette che abbiamo conservato come reliquia del nostro primo, eterno, ricordo d'amore...

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Curiosità di Viaggio. Hans Christian Andersen a Sestri Levante Una particolare suggestione su Sestri Levante riguarda il viaggio del celebre poeta danese Hans Christian Andersen il quale, nel 1833, soggiornò a Sestri Levante. Ciò contribuì a proiettare sulla città un'aura favolosa e letteraria, tantoché, è verosimile credere che sia stata la testimonianza del poeta, a influenzare la leggenda della sirena Segesta e le sue sorelle, con tratti che ricordano la tanto amata Sirenetta pubblicata per la prima volta nel 1837, ossia quattro anni dopo il suo soggiorno sulle sponde del Golfo del Tigullio... A ogni modo, anche se ho individuato un sincretismo con una “Egesta” siciliana, legata ad acque benefiche e alle Ninfe, la narrazione ligure su Segesta e Tigullio pare risalga a tempi recenti e il nome “Baia delle Favole” – di cui molti hanno fantasiosamente visto in Andersen il legittimo padre – non fu realmente coniata dallo scrittore, bensì fu scelto nel 1960 dal conduttore Enzo Tortora durante la trasmissione televisiva “Campanile Sera”, mentre fu il poeta Giovanni Descalzo a “battezzare” la Baia del Silenzio . In ogni caso, la città possiede un legame simbolico con il fiabista danese, al quale è dedicato il famoso Festival Andersen, che si svolge proprio a Sestri Levante, ogni due anni, all'insegna della letteratura e della fiaba per i più piccoli, celebrata sotto al sole e alla luna dei Due mitici Mari.

La Baia del Silenzio e “La Sirenetta di Sestri Levante” 

La statua in bronzo del “Sirenetto” – come l’abbiamo giocosamente chiamata io e Michele – situata nella Baia del Silenzio a Sestri Levante, niente meno che ai piedi del nostro albergo, è una scultura in bronzo realizzata dallo scultore Leonardo Lustig. L'opera ispirata ai modelli classici, che rappresenta un giovane pescatore accosciato sulla riva, intento a calare la sua rete in mare, in realtà si chiama “Il Pescatorello” ed è evocativa delle entità sottili del luogo, tanto è vero che la sua figura è stata paragonata alla famosa “Sirenetta” di Copenaghen dello scultore Edward Eriksen, anch'essa di piccole dimensioni, simbolo inequivocabile della città danese.
L’opera è stata donata a Sestri Levante dal rispettivo proprietario, Gianfranco Traverso, che ne ha curato l’installazione del 23 settembre 2013, vestendo la Baia del Silenzio di una nuova magia, tanto è vero che “la sirena” è diventata un simbolo tanto amato della città. Purtroppo, non ho potuto fotografarla dal mare, e ogni volta che provavo ad avvicinarla c’era sempre tantissima gente attorno, per cui, non restano che due scatti, amati, frutto di una intima contemplazione che non ha bisogno di eccessive testimonianze. 




La splendida Baia del Silenzio



Spiaggia Portobello. Baia del Silenzio

La porta che unisce la Baia del Silenzio all'Hotel Due Mari

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Due passi nel Centro Storico


Architetture con motivi marini

Il gabbiano e il cavalluccio marino

Incontrando le Antiche Madri di Sestri Levante

La preesistenza a Sestri Levante di culti locali legati alle acque e ai raccolti è lampante, considerata la memoria delle dee di raccolto e abbondanza che si conserva ad esempio nella Madonna del Carmine – per i sestresi la gran madre delle vigne e dei frutteti che ogni 16 luglio viene trasportata fino alla riva del mare e celebrata con il gesto del triplice inchino dell'arca di Nostra Signora”  e nella Madonna del Buon Viaggio, di cui nella storica via XXV Aprile di Sestri Levante è ospitata una architrave dove la Madre figura in quello che sembra un trono di grappoli succosi e navi di marinai la accerchiano in solenne preghiera, festeggiata nel giorno di Ferragosto, in concomitanza dell'Assunta, il cui culto è riscontrabile nella frazione sestrese di Riva Trigoso a partire dal 1868. A entrambe, sono tradizionalmente attribuiti motivi vegetali e marini, tanto è vero che Riva è una località “dal forte carattere marinaro” e gli scambi con l'Oriente potrebbero aver dato vita a un sincretismo con antichissime dee guida dei marinari, Madri Stelle perfettamente in linea con Iside Sopedet nella quale coesistono etimologicamente e nel simbolismo antico sia le messi che la stella guida. A prova del sincretismo   se si esclude la suggestione legata alla sirena Segesta per cui in latino, segessegetis significa “messi, raccolto, campi coltivati”  nei pressi dell'albergo abbiamo notato subito un affresco dedicato alla Stella Maris (che aveva incominciato ad apparirmi fin dai viaggi degli ultimi tre anni in Liguria) e, nel centro storico, c'è una piccola edicola contenente la Madonna col Bambino che con tutta probabilità,  rappresenta un altro culto locale fortemente sentito, niente meno quello della “Madonna del Soccorso” che riporta la scritta “O Salvezza indicasti e Vie in Terra e in Mare...”. Quest'ultima, generalmente rappresentata con corone di stelle o come Madonna Nera, evoca altresì le stesse deità oltre il volto della Madonna della Stella, la quale, similmente alla Madonna del Carmelo che va in processione via mare, viene trasportata sull'acqua del Ticino intorno al 2 giugno...

                   

Affresco “Ave Maris Stella


Edicola “Madonna del Soccorso”: “O Salvezza indicasti e Vie in Terra e in Mare...”

Edicola “Madonna del Soccorso”: “O Salvezza indicasti e Vie in Terra e in Mare...”


Architrave “Nostra Signora del Buon Viaggio” in via XXV Aprile a Sestri Levante

Curiosità di Viaggio. La Madonna del Buon Viaggio La Madonna del Buon Viaggio, che ogni 15 agosto viene fatta sfilare a Sestri Levante, potrebbe avere altresì un legame con la Madonna della Neve, celebrata il 5 agosto, solo qualche giorno prima, la quale è un concentrato di eredità arcaiche che intrecciano figure generalmente riconoscibili tra i volti della Dea Bianca, ad esempio Vacùna: dee del riposo, della ciclicità e della fertilità. Vacùna deriva in effetti dal latino “vacare”, ossia viaggiare o essere vuoto, vacuo: non a caso i giorni a lei dedicati erano quelli del riposo dopo il raccolto e si concentravano in giochi e banchetti chiamati “Vacunalia”. Una fra le tante leggende dolomitiche ricorda che il contadino che schernì la Madonna della Neve nel tempo sacro di agosto rimase sepolto sotto una nevicata miracolosa che lo uccise. Informazioni tratte da La Madre di Agosto, della Neve e del Gelo dalle Dolomiti all'Appennino  Ricerca di Claudia Rosaspina Simone per Strega in Rosa

Riflessioni di Una Strega in Viaggio Più cammino nel sacro e mi lascio guidare da presenze materne sulla rotta, più scopro che, al di là delle differenze su cui chi ricerca seriamente è costretta a porre l'accento, la presenza di una Madre universale, custode di pause e rinascite che sono l'emblema nella vita di una Strega, dentro di me è sempre più evidente. Checché se ne dica, tracce di lei sono ancora riconoscibili tra le mille sfaccettature che queste e altre Madonnine conservano, oltre la veste cristiana che apparentemente le separa da chi, in passato, queste dee sono state veramente. 


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I Ristoranti più Amati. Eccellenza Italiana all'Antico Tannino

Il nome “Antico Tannino” è nato facendo riferimento all’attività che sorgeva sul piazzale antistante. Infatti, anticamente era stato occupato dalla fabbrica per l’estrazione del Tannino direttamente dal legno di castagno e di rovere. Ancora oggi è in uso tra i residenti chiamare la zona col nome Tannino. Di questo passato esiste memoria storica fotografica all’interno del locale, Eccellenza Italiana che sorge nella periferia di Sestri Levante, a pochissimi chilometri dal nostro albergo.

Curiosità di Viaggio. Il Tannino Un tannino è una sostanza organica naturale appartenente alla famiglia dei polifenoli, presente in molte piante, semi, corteccia, foglie e frutti – come uva, tè o castagno. È responsabile della sensazione di “astringenza” tipica di vino rosso e tè; la parole deriva dal francese tannin col significato di “sostanza usata per conciare le pelli”, a sua volta dal celtico “tanno” che significa quercia, da tan  “corteccia di quercia o castagno ridotta in polvere per la concia”.



La cena è cominciata con una entrée offerta dalla casa di riso venere e gamberetti, che non ho potuto non assaggiare per la prima volta nella vita (dato che non sono una amante di tutti i cibi di mare) e ne sono rimasta piacevolmente colpita.



In effetti, le mie portate hanno consistito in sfoglia e verdure della casa su letto di fonduta di Grana Padano e i tanto amati Pansoti con crema di noci nostrana, mentre mio marito si è chiaramente lanciato su un menù di carne e pesce, di cui riporto solo le fotografie che mi sono ricordata di scattare, in quel turbine di amore e felicità coniugale.


Pansoti alla crema di noci


Per finire, mentre Michele gustava la sua crema catalana, io mi sono buttata, come sempre, su fragole e crema pasticcera: la sfoglia era divina, la crema di una sofficità indicibile.

Trattoria da Turin

Un altro locale degno di essere ricordato è quello nel centro storico della penisola sestrese, dove abbiamo assaggiato gli gnocchi al pesto superiori a qualsiasi altra ricetta provata prima. Il gusto, la consistenza, il colorito e il profumo del basilico locale raccolto solo durante la naturale infiorescenza, mi hanno ricordato la cucina di una cara nonna genovese che mi ospitò da sé per tanti anni. Credevo che non avrei mai più mangiato qualcosa che anche solo lontanamente assomigliasse alla sua ricetta segreta e, invece, mi sono dovuta ricredere. Il pesto migliore, al di là del suo, si trova in Liguria ed è a Sestri Levante alla Trattoria Turin: garantito.


Meglio non lasciarsi ingannare dall'aspetto rustico e casalingo degli scatti: qui l'eccellenza si fa strada nella qualità, semplicità e...quantit
à! Se volete assaggiare i piatti tipici liguri, Da Turin fa anche per voi. 





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Taccuino di Viaggio “Il viaggio è durato abbastanza da farmi desiderare di ritornare a casa, ma non abbastanza da esserne sazia. Ogni paese, ha la sua storia, ma è quando siamo disposte ad aprirci al nuovo capitolo della nostra, che un luogo può entrarci veramente dentro, affinché le due si intreccino, e piccoli e grandi miracoli restino nella memoria e nel desiderio di futuri nuovi incontri...”

Il Quaderno di Rotta prosegue con la Parte II: Verso Deiva Marina e Il Mistero della Lastra delle Streghe

Sitografia

Segesta Sestri Levante
Due Mari Hotel Sestri Levante
Segesta Sirena dei Due Mari  Ottiche Parallele Magazine
Sito ufficiale Sestri Levante
La Voce di Genova – Sestri Levante e l'origine dei nomi delle due baie
Ordine della Santissima Annunziata
Congregazione Suore della Presentazione di Santissima Maria al Tempio  Storia della Congregazione
Dizionario Latino Olivetti a cura di Enrico Olivetti  Olivetti Media Communication
Zignaigo, Claudio “Il pescatorello” della Baia del Silenzio di Leonardo Lustig. Artigullia. Tratto da Artigullia Blog
Anche Sestri Levante ha la sua Sirenetta. Il Secolo XIX
Sestri Levante come Copenaghen: alla Baia del Silenzio arriva il Pescatorello. Genova24
GenovaToday, “La statua è l’alter ego, al maschile, della Sirenetta di Eriksen a Copenhagen”
Trattoria Antico Tannino Sestri Levante  Sito Ufficiale
Treccani Vocabolario  Tannino
Trattoria Turin Sito Ufficiale

Bibliografia

Baratta, Francesco & Lavaggi, Andrea, Da Segesta Tigulliorum a Sestri Levante, storia arte fede, Ed. Internòs, Genova 2009, pp. 11 - 49
Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, libro III, cap.V p. 68  tradotta per M. Lodovico Domenichi, Ed. Gabriel Giolito de' Ferrari, 1561, National Central Library of Rome 
Plinio il Vecchio, Naturalis Historia in Pliny the Elder, Natural History, Book III, cap. 47, trans. H. Rackham, Loeb Classical Library, Harvard University Press, 1938
Pomponius Mela, De Chorographia, II, par. 72, p. 44, ed. A. Riese, Lipsiae,Teubner, 1878
Ptolemy, Claudius. La Geografia di Claudio Tolomeo Alessandrino. Translated by Girolamo Ruscelli, with commentaries by Giuseppe Rosaccio, In Venetia: Appresso gli heredi di Melchior Sessa, 1599; Libro III, p. 37, Tavola sesta d'Europa
Andersen, Hans Christian. Mit Livs Eventyr. C. A. Reitzel, 1855. Arkiv for Dansk Litteratur, p. 154

Diritti

Testo e fotografie di Claudia Rosaspina Simone. Tutti i diritti riservati.

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