Ritorno a Croveo. Tredicesima Edizione della Festa delle Streghe della Valle Antigorio

 

“L’aria è il respiro del mondo, l’acqua è la sorgente della vita, la terra è lì dove si mettono le radici, mentre il fuoco è l’energia che riscalda e purifica. Le streghe vi invitano a godere dell’incanto del luogo dove scoprirete, percorrendo i vicoli del borgo, il fascino e l’importanza dei quattro elementi”. Le Streghe della Valle Antigorio, 25, 26 e 27 luglio 2025

Quest'anno, il tema principale della Festa delle Streghe della Valle Antigorio, sono stati i quattro elementi. L'intero paese era adorno per rievocarne i rispettivi poteri, simboli e significati. Nell'incominciare il proprio cammino magico, chi non è partita/o dalla percezione dei quattro elementi? Per me, era stato così... Attraverso l'esperienza iniziatica con Raffaella C., la sciamana naturale  incontrata al Lago d'Orta quando ero poco più che una ragazzina, dalla quale ho avuto la fortuna di raccogliere tutto il necessario per diventare la donna magica che adesso sono, imparai quanto ogni pratica della strega sia fondata sulla armonia che nella sua interiorità risiede; fatta di corpo (terra), mente (aria), emozioni (acqua) e volontà (fuoco), la strega risponde di un equilibrio sottilissimo che dipende dalla consapevolezza di quanto ciò che sembra essere fuori, in realtà le vive dentro

A ogni modo, difficilmente si scorda il profumo di braci dell'Ossola e dei paesi che si snodano sui laghi che ad essa conducono, soprattutto se li si ha vissuti veramente: quando si respira quell'aria, si è a casa e l'armonia fra gli elementi che abitano dentro è semplicemente un dato di fatto, che non necessita di incoraggiamento né di alcuna pratica straordinaria per emergere...

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Introduzione alle Streghe di Croveo e cenni autobiografici

Lo scorso fine settimana, in Valle Antigorio, nello specifico alla cara Croveo di Baceno, nel cuore del Verbano-Cusio-Ossola, si è tenuta la tredicesima edizione delle Festa delle Streghe antigorine, niente meno fondata, organizzata e nutrita dalle “Strii at Crof”, progetto nato nel 2012 grazie ad Anna Proietti, volto a commemorare le gesta delle donne e streghe del passato locale, affinché non fossero dimenticate (1).
Sebbene tanti anni fa mi avesse messo la pulce nell’orecchio un tale conosciuto in spiaggia, al Lido di Gozzano – il quale aveva se non erro delle parenti croveesi – l’idea di partecipare a una sagra di paese con tante persone accalcate per festeggiare qualcosa di cui sanno poco e niente e che, con tutta probabilità, si sarebbe rivelata la solita trovata commerciale volta a sfruttare temi per me sacri al solo scopo di intrattenimento, non mi garbava. Così, per anni, ho resistito alla festa – come a molte altre del suo genere – per onorare un sentimento molto serio che sentivo dentro, nei confronti di certe realtà del passato che, sin dalla adolescenza, ho sentito scorrermi nelle vene. Ho preferito conoscere Croveo tenendomi in ombra, durante il gelo invernale, con il Monte Cistella – il bel panettone che in inverno si tinge di bianco e che può essere ammirato dal borgo – innevato, la galaverna ovunque e le cascate delle Marmitte del Diavolo e del Ponte Baulina adorne di stalattiti: in me ha abitato, per tanto tempo, una inarginabile regina dei ghiacci, che solo negli ultimi anni ha incominciato a sciogliersi un po’ – anche grazie all’amore infinito di mio marito – per consegnarmi a “una me” meno restia alle “tregende” di paese. Dunque, nell’inverno tra il 2023 e il 2024, mi sono impegnata tantissimo nello svolgere un minuzioso reportage che potesse concedermi di accedere al quadro completo di ciò che, per la Valle Antigorio (e Formazza, suo naturale prolungamento), il lungo e tragico periodo dei processi avesse significato. Paese che vai, Streghe che trovi – mi dico sempre – eppure non tutti sviluppano un amore così viscerale per il proprio passato oscuro, anzi, spesso e volentieri, in certi luoghi, le Streghe bisogna andare letteralmente a dissotterrarle per cavare una storia! Non a Croveo. Lì, il passato è vivo, impregnante la vita quotidiana della gente di montagna, o almeno la maggior parte di essa...
Le Streghe della Valle Antigorio sono, a conti fatti, le prime che io abbia toccato con mano, niente meno Croveo di Baceno è il primo borgo stregato che io abbia visitato con la consapevolezza di ciò che stavo facendo, di chi ero e, soprattutto, di chi sarei voluta diventare: è stata Croveo a ispirare tutti i piccoli viaggi alla volta dei gioielli stregati del Nord Italia che avrebbe seguito di lì a poco, cito ad esempio Rifreddo di Saluzzo nel cuneese, e Venegono Inferiore in provincia di Varese.
Mai avrei immaginato che, fare due chiacchiere in spiaggia sulla Strega di Orta con uno sconosciuto, avrebbe aperto un varco su un mondo che mi avrebbe destinata a quello che, a un certo punto, avrei chiamato Sentiero di Strega.
A ogni modo, quest'anno, finalmente mi sono concessa di visitare Croveo nei suoi giorni di piena (e non me ne sono pentita affatto!), ma sono felice di averlo fatto solo dopo aver scoperto, studiato e girato i suoi luoghi liminari a modo mio, per un lungo e rigido inverno fatto di trekking in luoghi quasi inaccessibili per respirare la Valle nel suo lato più oscuro, autentico, isolato. 
Prima di condividere gli scatti della Festa, premetto una informazione per me essenziale, ovvero che il Maxi Processo di Croveo del 1609-1611, svolto a Novara, è stato solo la punta dell’iceberg – quella su cui il fenomeno di rievocazione locale si è maggiormente concentrato – di un tragico scenario che, in realtà, andava avanti da ben cento anni e trascinò la Valle Antigorio, Formazza, il borgomanerese e il novarese in un folle vortice che, secondo una mia personale suggestione (che ritengo valida, poiché frutto di una ardente e complessa ricerca basata sulle fonti più accreditate) potrebbe essere diviso in tre ondate di caccia alle streghe ben distinte da alcuni tratti fondamentali, parte altresì di un unicum in cui era coinvolta – e degenerata nello stesso arco di tempo – l’intera Europa e parte del mondo… Il breve saggio, continua qui: Le Streghe di Croveo. Fatti e prospettive sulla Triora Antigorina e cenni sulle Valli dell'Ossola, Formazza e sul Novarese...

Il mio Album fotografico



A colpirmi fin da subito, il melo dei quattro elementi che, come scritto poc'anzi, erano il focus dei festeggiamenti. Naturalmente, io sono stata chiamata dal fuoco e dall'acqua, i più significativi per me, non meno dell'aria e della terra, s'intende...







Al limitare del borgo –  che conoscevamo bene e sapevamo “quale fisica” celasse – le Streghe di Croveo, in cambio di una offerta libera, ci hanno fatto scegliere un braccialetto fatto all'uncinetto: io ho scelto il rosa e mio marito l'arancione. Ce li siamo legati a vicenda, sul polso sinistro, in prossimità delle fedi, e ripromessi di portarli con noi dovunque sarà possibile, come ulteriore custodia del nostro legame indissolubile e della nostra promessa eterna e quotidiana. 


Ma prima di gironzolare qua e là, alla scoperta di un nuovo volto di quella che consideriamo una delle nostre case d'anima, ci siamo sfamati sotto al tendone delle festa, divorando un panino con la salamella e una bella bionda ghiacciata. Ci voleva proprio! Purtroppo, niente risotto per noi, dato che la coda il sabato sera era veramente insostenibile e poi, come da rito, presto ritorneremo per gustare il risotto in forma dell'affezionato Ristorante Cistella dove lavora la mia amica Veronica, che meglio non ce n'è!


Taccuino di Viaggio Ciò che colpisce di più di queste streghe di paese, è la loro innata capacità a creare, ovvero a dare forma all'anima, servendosi di qualsiasi cosa: persino un sacco della spazzatura, nelle mani di una strega, può diventare arte, magia in movimento...


Beh, che dire, ho persino incontrato un'altra Strega in Rosa! Chi lo avrebbe detto?
La Festa delle Streghe di Croveo, è un vero e proprio tuffo in una Epifania estiva, un varco su un luogo altro, dove ogni cosa, forse, è davvero possibile...


A colpirmi maggiormente, la mia attrazione viscerale verso ogni forma-fuoco incontrata: un ritorno alle origini, forse, le mie...

A seguire, le meravigliose streghette in lana cardata di Naike Tollari. Naturalmente, ne ho adottata una, che ha subito avuto il suo nome magico.



Citazione di Viaggio. Sul Sentiero delle Streghe di Croveo L'impianto del borgo è tipicamente medievale, nato su una antica frana staccatasi dopo l'ultima glaciazione e costruito tenendo conto della quantità di pietre erratiche, situato in una posizione molto suggestiva, ai piedi delle Alpi Pennine a poca distanza dall’Alpe Devero. Croveo è focolaio di testimonianze riguardanti processi per accusa di stregoneria rivolti a donne di Baceno, Crodo e del Monte Cervandone e Cistella fra gli altri. Esplorando quelli che, secondo svariati testimoni, sarebbero stati alcuni tra i luoghi segreti della tregenda, si comprende che “le Streghe di Croveo” – si cita Michele Romagnoli, autore del libro fotografico intitolato Le Tracce Visibili del Tempo delle Streghe – “non sono una leggenda, ma sono vissute tra il 1500 e il 1600 e hanno percorso i vicoli di Croveo, abitato le sue case, solcato i sentieri dei boschi intorno e furono atrocemente perseguitate dalla inquisizione novarese (2)”. Tratto da Sul Sentiero Glaciale delle Streghe di Croveo Pt.I, Testo di Claudia Simone - 26 gennaio 2024











Numerose le evocazioni di segnature (di cui la storia del luogo trabocca) e di agosto e raccolto, forse una suggestione che ha guidato le Streghe locali a viaggiare nel tempo proprio nei giorni che precedono la Commemorazione agricola primitiva del primo agosto... Del resto, Croveo è un paese che vive di luce propria
uno di quelli  cito un recente intervento della ricercatrice Michela Zucca  “che stanno scommettendo sulla propria cultura per ricostruirsi una identità forte, e tentare di autogestire il proprio futuro, al di fuori delle solite logiche di capitale e mercato”. In luoghi come questi, dove ogni angolo di terra dà da mangiare e si autoproduce quasi tutto, a partire dal delizioso miele della Apicoltura Prina che per noi è diventato un acquisto periodico, la stregoneria o stregheria che si voglia, non sono una moda per presunte streghe da social con le unghie lunghe e smaltate di nero, bensì qualcosa che permea i più semplici gesti di vita quotidiana, basata sui lavori semplici come cucinare, coltivare e cucire che, sfruttando il presente, rievocano il passato restituendogli l'onore che merita. La possibilità della creazione di un orto strategico, è qualcosa a cui io e mio marito stiamo puntando e su cui stiamo già lavorando duramente da mesi, tenendo da parte tutto il necessario affinché una parte del nostro grande sogno incominci a prendere vita...














Uno degli aspetti più affascinanti e intuitivi della festa, sono stati i numerosi ruscelli creati con il tulle, evocativi di un mondo acquatico che vive dentro di me e credo, a questo punto, nell'anima profonda di molte altre streghe...
Avevo visto e fotografato tante volte la scalinata che scivola giù, come una cascata, dal campanile della Chiesa Parrocchiale di Croveo, costruito nella nuda roccia, ma con gli addobbi che lo vivificavano, forse era ancora più magico...


Quando si è fatta sera, abbiamo volutamente abbandonato la Festa, per rifugiarci nel bosco, scendendo e salendo tra ripidi sentieri nascosti ai passanti e ai festaioli, immergendoci in un trekking notturno di cui avevo sentito molta nostalgia. Il Ponte di Osso – così chiamato quello che attraversa le Marmitte di Croveo, anche dette “Caldaie del Diavolo”, parte del giardino glaciale degli Orridi di Uriezzo – è stato uno dei famigerati ritrovi delle donne – streghe – che, con tutta probabilità, negli anni della caccia avevano continuato a perpetrare (talvolta senza averne consapevolezza e talune con innocente ignoranza) le usanze di una religione tanto vecchia, quanto lo erano state le sue primissime sacerdotesse, le quali forse oggi, in un luogo altro, sono legittime custodi di ciò che molte e molti non hanno potuto comprendere e quindi hanno condannato, respinto e incoraggiato a nascondersi, celato dove quasi nessuno lo può più vedere...



Citazione di Viaggio “Io non credo vi sia nelle Alpi una regione più classica, per ammirare e studiare le marmitte delle cascate della valle del Devero nell’Ossola. Le caldaie di Croveo rappresentano più marmitte consociate, della profondità di forse trenta metri, mirabilmente lisciate dall’acqua che si precipita nel vuoto sotto un arco naturale, formato da due enormi macigni che si sorreggono a vicenda al di sopra dell’abisso...”. Alessandro Malladra, in Il bel Paese, di Antonio Stoppani, 1908; citazione raccolta da www.lagomaggiore.it

 
Riflessioni di una Strega in Viaggio Non racconterò, ancora una volta, di ciò che tesse la mia anima alla Fantasma bianca che abita le acque delle Marmitte di Croveo. Ho imparato che molto di ciò che diciamo, è superfluo. A distanza di quasi due anni dal nostro primo incontro, dove l'impulsività a condividere e donare quasi tutto mi animava profondamente, oggi scelgo l'essenziale. 

Conclusioni

Per oggi, la penna riposa. Sa che, a breve, lascerà per un po' le Streghe e le montagne, ma solo per fare ritorno a uno dei loro elementi profondi: l'acqua delle loro sorelle sirene...

Note e bibliografia

1. Strii at Crof, Le Streghe di Croveo, Speciale Streghe p. 9, Bio-Eco Rivista Indipendente Vivere Sostenibile, Mensile-Anno 1° luglio-agosto 2016- N° 05
2. Le Tracce Visibili del Tempo delle Streghe, esplorando Croveo e dintorni, di Michele Romagnoli, Domodossola, giugno 2023


Sitografia interna di riferimento

Quaderno di Rotta di Una Strega ModernaEtichetta di Viaggio: Sul Sentiero delle Streghe di Croveo - 5 articoli

Strega in Rosa - Portale di RicercaLe Streghe di Croveo. Fatti e prospettive sulla Triora Antigorina e cenni sulle Valli dell'Ossola, Formazza e sul Novarese - Breve saggio di Claudia Simone


Diritti

Testo e fotografie di Claudia Simone. Tutti i diritti riservati.

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