Ritorno a Rifreddo. Le Notti delle Streghe 2025

Rifreddo di Saluzzo (CN) - Piemonte. Sedicesima Edizione de “Le Notti delle Streghe”

Sono passati circa nove mesi lunari, dalla mia ultima visita a Rifreddo di Saluzzo (CN), niente meno perla della bassa Valle Po, ai piedi del Monviso. L’arco di tempo di una gestazione, si potrebbe dire, lungo il quale mi sono finanche sposata. Eppure, nonostante l’incedere del tempo, coi suoi repentini cambiamenti – e le non poche turbolenze affrontate nel corso dell’anno che volge al termine – a Rifreddo, sabato 25 ottobre tutto sembrava uguale a prima: una realtà unica nel suo genere, come incastonata in una di quelle boule à neige che si agitano tra le mani, per ritornare con il cuore alla magia di un tempo passato mai sopito. Dentro quella sfera, a Rifreddo, danza un mondo fantastico, fatto di masche volanti e, al contempo, di piedi per terra, ben radicati nella storia che gli antichi fascicola sui processi alle streghe del 1495 conservano gelosamente nel palazzo del Municipio.

Prima di proseguire la lettura, segnalo a tal proposito il mio precedente resoconto di viaggio intitolato Streghe nella Foschia ed Epifanie a Rifreddo, Il Borgo delle Streghe. Il Monastero di Santa Maria della Stella e Il Santuario del Devesio e il mio breve saggio (reportage) pubblicato sul portale di ricerca Strega in Rosa nel gennaio 2025: Le Nove Masche più una di Rifreddo e Gambasca. Controluci, Profondità e Parallelismi con Altri Processi per Stregoneria nel Nord Italia.

Municipio di Rifreddo di Saluzzo (CN).

Partecipare al discorso di inaugurazione dell’evento “Le Notti delle Streghe” in occasione della sua sedicesima edizione, con sentita presenza del primo cittadino di Rifreddo Elia Giordanino – che ringrazio per aver riconosciuto e salutato sonoramente il mio volto fra tanti – è stato un vero onore. Per la prima volta nella vita ho assistito a un taglio del nastro, niente meno accompagnato dalla presenza della conduttrice televisiva Ilaria Salzotto, che è stata felice di notare la presenza di due amici giunti fin da Novara – io e mio marito – per celebrare assieme il grande evento nel cuore dell'antico Marchesato di Saluzzo.


Da sinistra, Cristina Viola Bertolino presenta Tracce di Masche (Folklore in Piemonte); Elia Giordanino primo cittadino di Rifreddo di Saluzzo (CN) e Ilaria Salzotto conduttrice televisiva.

Nell’incontro con Cristina Viola Bertolino, collega ricercatrice di streghe sul territorio piemontese e ideatrice del recente progetto “Folklore in Piemonte”, alla domanda se fossi entusiasta della sua presentazione di “Tracce di Masche” mi è piaciuto sottolineare, oltre alla già espressa ammirazione – in un momento di condivisione tête-à-tête – che ora più che mai, considerata la direzione liberticida che le autorità italiane stanno deliberatamente incoraggiando, soprattutto nel mondo della stampa, anche l'approccio socio-politico (almeno per quanto mi riguarda) dovrebbe fare la sua parte, in relazione alla narrazione sulle streghe locali, vittime di ieri di un sistema corrotto che tutt'oggi schiaccia i più deboli.

Riflessioni di Una Strega in Viaggio Se non si è coscienti che la dinamica che afflisse la mentalità del tempo e portò al braccio secolare nove e forse più donne è simile a quella che oggi serpeggia tra chi “ripulisce”, stermina e nega le sue responsabilità, a poco è servita la storia, ancor meno studiarla… Non ho potuto fare a meno di notare, in effetti, che sono in molte e molti (ma non mi riferisco a nessuna/o presente a Rifreddo), nell’ambito della ricerca sulle tracce delle donne del passato, a non contestualizzarlo in quello che potrebbe essere un fondamentale parallelo col presente, utile a comprenderlo e, perché no, magari accendere una speranza affinché si possa anche cambiarlo...

Presentazione Tracce di Masche (Folklore in Piemonte) di Cristina Viola Bertolino.

D’altro canto, questo è il trait d'union che ho tracciato io, mentre Cristina, abile incantatrice del pubblico, durante la sua teatrale e onomatopeica esposizione che ha tenuto tutti col fiato sospeso, ha messo in luce l’importanza della riscoperta di ciò che è tradizione, racconto orale – suo nonno era un cantastorie! – usanza che rivivifica gesta che nei piccoli comuni come quello di Rifreddo non sono mai veramente andate perdute, soprattutto grazie a coloro che hanno il coraggio di metterci le mani dentro veramente, per raccontarle e permearne altresì la vita quotidiana.

Essendo per natura solitaria e poco incline a certe manifestazioni – dopotutto, ripeto spesso che mi trovo meglio a scrivere che a dibattere – forse non ho goduto appieno di ciò che la festa offriva per grandi e piccoli, ad esempio evitando di partecipare alla passeggiata teatralizzata che ripercorreva le vicende delle nove masche (più una, lo sottolineo sempre...) di Rifreddo, eppure è nella ricerca di angoli, ombre e fuochi accesi non visibili a tutte e tutti, che i miei punti luce sulla rotta si destano, sulle tracce di un sentiero che, nonostante i belli incontri che possono avvenire, per me prosegue e sempre proseguirà in solitaria. Questo è ciò che fa per me ed anche ciò che sono, una esploratrice dell'invisibile, a cavallo di una scopa che sorvola la finzione per abbracciare l'autentico spirito delle cose. 

Riflessioni di Una Strega in Viaggio Se da un lato è encomiabile il grande sforzo che certi piccoli comuni sostengono, nella ricerca delle proprie radici storiche e nella loro condivisione con le piazze, d'altra parte è pur vero che quelle di noi che nel mondo stregonico, per così dire, sono immerse praticamente, in questo avvertiranno sempre un  seppur lontano e vagamente percepibile  alito di timore. Timore che ciò che in quegli anni bui fu fatto alle nostre antenate possa ripetersi, e al contempo che di ciò che per noi altre è spiritualità, in alcuni casi religione e studio ininterrotto da decine di anni, se ne possa fare l'ennesimo business. Frattanto, quando si aprono le porte, possono entrare tutti, e non tutti sono pronti a ricevere certi messaggi, a meno di non fare davvero molta attenzione a come vengono lanciati...”

A Rifreddo, l'attenzione è alta, il culto della verità – lontana da sensazionalismi – è il perno della ricerca e della festa, e questo rincuora, il vento della paura si allontana, e si può godere appieno, anche solo per qualche ora, di un respiro di casa, inebriandosi del profumo di salamelle, polenta e spezzatino e una birra bionda ghiacciata che allieta l'anima di una strega del Nord che ha viaggiato tanto per raggiungere sorelle che ancora non sapeva di avere.

Il mio Album fotografico

L'Incontro con Cristina Viola Bertolino e gli Oracùj dla Masca di Lisa Aiassa (La Terra dla Masca)




Noi non lo sapevamo, ma eravamo l'una sulle tracce dell'altra, ci siamo dette per telefono io e Cristina, una donna di talento oltre che di dolcezza e calore. Lo stesso calore evocato dalla forma dialettale piemontese che figurava sulla carta che ho pescato: “visca ël potagé”, sussurrava l'arcano, niente meno un invito a scaldare la stufa, ad accendere il fuoco, e forse non un fuoco comune...


Per Michele, invece, un messaggio più snello ma non meno pregno di significato: “bùgia”, letteralmente “muoviti!”.


Altri Scatti dalla Festa

Rifreddo di Saluzzo (CN) - Piemonte. Sedicesima Edizione de “Le Notti delle Streghe”


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Rifreddo di Saluzzo (CN) - Piemonte. Sedicesima Edizione de “Le Notti delle Streghe”


Arrivederci, Rifreddo.
I tuoi segreti sono al sicuro, con me.
Ai rami spogli ho intrecciato nastri di consapevolezza e nuovi sogni, chissà che fra un anno, quando ritornerò, non saranno divenuti realtà...

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Sitografia di approfondimento


Diritti

Testo e fotografie di Claudia Rosaspina Simone. Tutti i diritti riservati.

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