All'Acqua Bianca di Alagna. Foliage e Cascate lattiginose in Valsesia

 

Domenica dodici ottobre siamo partiti all’avventura: nessuna meta precisa, solo il desiderio di godere del dono del foliage in Valsesia, uno dei luoghi più suggestivi delle Alpi in autunno. Senza pensarci due volte, io e mio marito abbiamo fatto una brevissima ricerca – l’auto già in corsa – e un percorso, che prometteva di essere divertente oltre che adatto a tutti,  ci ha attratto tanto da spingerci ad Alagna, dove la bella Sesia ha le sue sorgenti, dal ghiacciaio del Monte Rosa, niente meno centro più alto della valle che conserva ancora profumi e usanze dei Walser, antenati degli Alemanni…

Il sentiero, che avrebbe condotto alle Cascate “dell’Acqua Bianca”, di facile, però, aveva ben poco: fra scalini di roccia e ripide salite che attraversavano la montagna, a ogni modo, abbiamo goduto di un panorama unico, che mi ha consentito di avverare uno dei primi sogni d’autunno.

Attraversando quindi il bosco di faggi e aceri, indorato dai raggi del sole, si giungeva tra sentieri impervi a una suggestiva pineta, dove alle quindici circa si battevano già i denti come fosse notte: lì, i raggi della stella non penetravano e gli enormi intrecci delle radici sollevate dei pini erano spettrali. Abbiamo quindi ammirato l’autentico apparato radicale che tiene in piedi un grande albero, osservando la perfezione della natura da un punto di vista nuovo e contrario: a testa in giù, come pipistrelli, si possono vedere dettagli altrimenti impercettibili.

Riflessioni di una Strega in Viaggio “A volte, per spingerci al di là dell'ordinario e penetrare l'ignoto, dobbiamo attraversare il sentiero nel bosco e renderci un po’ più simili ad animali…”.

Siamo abituate a osservare  la natura nella sua forma manifesta, dimenticando che ciò che si vede (e a volte si dà per scontato), è frutto di un incanto che avviene nascosto, nutrito tra buio e silenzio, frutto della energia vitale celata sotto la terra, la stessa che milioni di anni fa generò tutto ciò che oggi chiamiamo casa. Il sistema di radici così sollevate, pareva un reame sotterraneo costituito da porticine, ponti e passaggi segreti, la manifestazione di un regno “di sotto” che, all’Acqua Bianca, si offriva ai nostri occhi. Tra una fatica e l’altra – e la mia solita iniziale insofferenza al caldo e alla camminata – mi sono chiesta se vi fosse qualche antico racconto o suggestione popolare attorno a quei boschi impervi e alle cascate lattiginose che di lì a poco avremmo raggiunto...

Cenni Geomorfologici. Le Cascate dell'Acqua Bianca  

Le Cascate dell'Acqua Bianca si trovano all’ingresso più alto della Valsesia, a 1495 metri sul livello del mare e segnano “la porta” del Parco Naturale Alta Valsesia. Le acque, che nascono dai pendii e dai torrenti di fusione del Monte Rosa, precipitano tra le rocce e si frangono in nuvole di spuma, dando forse nome al luogo. Spesso, i corsi di origine glaciale presentano un’acqua chiarissima, a tratti lattiginosa, per il fatto che trascinano particelle di roccia finemente macinata dal ghiaccio in movimento, romantico fenomeno che in glaciologia è detto “farina di roccia”, anche se non esistono studi che attestino direttamente la presenza di questo fenomeno nell’Acqua Bianca di Alagna. Mi piace però ipotizzarlo, con rispetto e curiosità, sapendo che la montagna custodirà sempre parte dei suoi segreti nel suo cuore, svelandoli, talvolta, a qualche fanciulla fortunata…
Pur essendo una tappa simbolica del Parco, dalla quale si accede all’importante sentiero glaciologico didattico di particolare attrazione turistica, le informazioni in rete sono superficiali. Questo, per ora, è tutto.

Il mio Album fotografico

Curiosità di Viaggio. Im Land In tedesco, “Im Land” – che in lingua Walser designa Alagna – significa letteralmente “nella terra”, forse a indicare la particolare conformazione del luogo, che spesso viene definito come conca, o culla…

Il sentiero più fitto verso le Cascate dell'Acqua Bianca, si snodava soprattutto fra massi erratici, faggi, pini e noccioli. Alcuni sassi sembravano volersi schiudere, lasciando intendere un accesso su regni sottili, forse celati al loro interno...

Curiosità di Viaggio. Il Culto delle Pietre in Valsesia

In “Valsesia magica e misteriosa”, Roberto Gremmo ritiene possibile che l’imponenza di certi massi e in generale alcune conformazioni naturali abbiano turbato i montanari Walser per via che molti di questi avevano avuto un ruolo rilevante nel culto delle pietre degli antichi abitatori delle alte valli, poi soppiantati dalla colonizzazione tedesca... Nonostante la diffusione del cristianesimo, il timore reverenziale per i giganti di pietra che si è originato anticamente, è rimasto radicato in tutte le popolazioni del Monte Rosa.

Le foglie colorate sublimavano il cammino, roteando davanti allo sguardo, prima di appoggiarsi teneramente al tappeto di terra...

Apparato radicale di un pino.

I primi accenni di Acqua Bianca...

Cascate dell'Acqua Bianca (1495 m s.l.m.) ‒ Alagna, Valsesia

Cascate dell'Acqua Bianca (1495 mt) ‒ Alagna, Valsesia

Alagna ai piedi del Monte Rosa – Valsesia (VC).


Punti Luce sulla Rotta Desideravo rivedere una rosa canina fin dai miei ultimi viaggi sul sentiero delle Streghe di Croveo, in Val d'Ossola, ed è bastato pensarlo perché il dono si rivelasse, punto luce sulla rotta. 

Curiosità di Viaggio. La Rosa Selvatica nella Naturalis Historia Coi suoi falsi frutti, purtuttavia ricchi di zuccheri e vitamina C, niente meno i “cinòrrodi” – dal latino cynorrhŏdon, greco κυνόροδον, “rosa canina” composto di κύων κυνός “cane” e ῥόδον “rosa” (1) – il nome della pianta si origina nell'antichità, quando la madre di un soldato della guardia in Lacetania, regione della Spagna, sognò che la radice della rosa selvatica chiamata “cinorhodo” avrebbe potuto guarire suo figlio, che lei aveva visto il giorno prima vicino a una siepe dove quella pianta fioriva. Nel frattempo, quel soldato fu morso da un cane affetto da rabbia e guarì proprio per aver seguito lo scongiuro della madre, che gli aveva inviato prontamente una lettera pregandolo di ascoltarla. Il soldato – e molti altri dopo di lui – guarirono grazie all’impiego della Rosa Canina, sulla quale Plinio cita autori che riferiscono un’altra cura applicando “la cenere del piccolo fiore che cresce tra le spine”, mescolata col miele, per far ricrescere i capelli a chi soffre di tigna.


Versi  di Viaggio

E si va 
dove si va, 
a volte senza neanche saperlo.


Consigli di Rotta

Per raggiungere le Cascate dell'Acqua Bianca, niente meno l'omonimo Piazzale, bisogna parcheggiare alla località Wold, e scegliere se percorrere la sterrata per un tratto e quindi semplificare il percorso o attraversare il sentiero nel bosco alto, impervio e necessitante attrezzatura da trekking. Noi, abbiamo puntato alla difficoltà, e ne è valsa la pena. In primavera ed estate è inoltre disponibile un servizio navetta.


Bibliografia

(1) Gremmo, Roberto. Valsesia magica e misteriosa. Botalla Editore, Ed. 2023, pp. 58–59
(2) 
Plinio Secondo, Gaius. Historia naturale di G. Plinio Secondo, tradotta per M. Lodouico Domenichi. Venezia, presso Gabriel Giolito de’ Ferrari, 1561, pp. 801–802

Sitografia

Piemonte Italia. “Sul sentiero glaciologico del Parco dell’Alta Valsesia”. Regione Piemonte, 2024
Visit Valsesia Vercelli. “Sentiero n. 207a Piazzale dell’Acqua Bianca – Colle del Turlo.” Visit Valsesia Vercelli, 2025
National Park Service. “Glacial Till and Glacial Flour.” National Park Service, 2023
Britannica, Encyclopaedia. “Rock Flour.” Encyclopaedia Britannica, 2023
Servizio Glaciologico Lombardo. Dizionario di glaciologia e nivologia. 2011
Cinorrodo, Vocabolario on line, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Treccani

Diritti

Testo e fotografie di Claudia Rosaspina Simone. Tutti i diritti riservati.

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