La mia Isola ed io. Pensieri di Viaggio e Sospensione

Tra uno spruzzo di lago e l'altro, una valigia rosa e l'altra e i piccoli incanti quotidiani che sono avvenuti e stanno avvenendo in appena una settimana dalla mia (nostra) sospensione dai rispettivi lavori, rifletto e mi concedo qualche istante per scrivere qui qualche appunto, anche se mi ero ripromessa di prendermi una bella vacanza anche da questo diario...
Frattanto, noto con sempre meno stupore - ormai ho ben compreso essere così - che è nei luoghi e nei momenti dove meno ce lo si aspetterebbe, che le magie più profonde accadono: magari non durante quell'anelato viaggio, quella particolare esperienza nutrita e cercata (anche se poi “il miracolo” accade anche lì, nulla togliere), ma nella assenza di aspettative e talvolta nei “soliti” luoghi che sono casa, che la coda invisibile che guida si mostra, brillante nell'aria blu, e non risparmia doni - e risposte - che se cercati o forzati, con tutta probabilità si rivelerebbero inafferrabili...
Per cui, come sospesa tra questi giorni liminali - di riposo e introspezione - sulla soglia di un nuovo viaggio e godendo dei riflessi di giada delle acque del Lago d'Orta e la sua sacra Isola di antico incanto femminile, inspiro - con totale presenza a me stessa - ciò che vedo, sento, imparo. Non perché “colei che guida“ dia lezioni, ma poiché nella osservazione dei suoi riflessi naturali dentro noi stesse, attraverso lo specchio che offrono i luoghi che abitiamo e a loro volta ci abitano, accediamo - almeno alcune di noi - a una vista altra, impossibile a spiegarsi a coloro che vivono ancora nell'illusione che siano grandi (presunti) guru o chissà quali inaccessibili informazioni, a condurre la esploratrice o l'esploratore dell'invisibile alla sacra isola destinata che coesiste nella maggior parte dei miti conosciuti e studiati finora; celata dove nessuno la può vedere, essa chiama, non attende il momento in cui siamo pronte, partite, a lei preparate, perché ciò accada. Si disvela, sacra dentro e all'orizzonte, chiede di essere varcata e penetra la nostra interiorità a sua volta. Come attraversate dal sogno, rieccoci, emerse di nuovo e ancora, da abissi che ritenevamo impossibili da affrontare, specie se al tempo eravamo completamente sole.
Nella paziente e piacevole attesa di altre acque, altre terre, godo allora di questa casa che risveglia ricordi di molte delle estati passate, ancora per un po', nella consapevolezza che l'incanto non è mai altrove, né dove si trova qualcuno o qualcos'altro, bensì dove io stessa sono: lì, comunque e dovunque, è custodito e pronto a creare - o distruggere - l'intero mio potere, imprendibile, inesauribile, puro.


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Per approfondire il tema del sacro ozio e della sospensione estiva, in particolare di agosto, consiglio di visitare il portale Strega in Rosa, dove sono disponibili le letture e ricerche dedicate a questo particolare momento dell'anno.

Diritti

Testo di Claudia Rosaspina Simone. Tutti i diritti riservati.
Crediti fotografia: Pinterest di artista ignoto/a

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