I Diari Estivi di Torino Pt. II. Le Sirene Bifide di Villa Scintilla e Il Sogno Liquido del Fiume Po
Del nostro “tour” estivo torinese delle sirene, questa è stata la
seconda tappa incantata di sabato 14 giugno.
Tra i giardini nascosti di Mirafiori Sud, sorge una dimora
nobiliare dell’Ottocento, nota come “Villa Scintilla”, costruzione tardo-eclettica dai tratti signorili, con balconi fioriti e dettagli scolpiti. Ma ciò che la rende davvero magica sono loro: due sirene bifide, alate, scolpite in pietra, svettano simmetriche agli angoli della balaustra. Le abbiamo fotografate, a prova del loro incanto.
La villa, venne fatta erigere dal primo proprietario, Luigi Guino, nel 1899 in stile Liberty. Vi si accedeva da un viale in gelsi, decimati nel tempo, che costeggiando via Farinelli arrivava in Corso Unione Sovietica. Il complesso di edifici immerso nel giardino, si compone della villa padronale e di alcuni rustici con stalle e fienili. Ancora oggi è possibile ammirare la meridiana tracciata sul muro della stalla, con la scritta: “Torna, tornando il sol, per me la vita, ma non ritorna per te l’ora fuggita”. L'enigma, inciso nella Torino suburbana, dove la Villa spicca come un gioiello d'oro, nel generale contesto di semi-degrado che purtroppo la circonda, è perfetto per l'attuale momento di Solstizio d'Estate ed evoca niente meno che il potere che creature come fate e sirene –
tipiche di questo tempo sospeso tra magia e incanto – posseggono di influenzare il tempo, il quale fugge, rapisce nell'oblio siderale e incantato del Mezzogiorno, l'ora delle Sirene...
Curiosità di Viaggio. L'Ora delle Sirene Lo scrittore Roger Caillois (1913 - 1978) definì le Sirene “demoni meridiani”, custodi della Magia del Mezzogiorno, l'ora in cui si aprirebbe un varco tra il regno dei vivi e dei morti, l'ora che sarebbe prescelta dai demoni per le loro apparizioni. Il Solstizio d'Estate, è forse il Mezzogiorno dell'anno, il momento perfetto, per incontrarle, viverle, lasciarsi trasportare nel solo luogo dove è possibile scorgerle, quando il sole è allo zenit e l'ombra svanisce del tutto...
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Etimo in Viaggio. Scintilla
“Scintilla” è un minuscolo frammento di materia incandescente che si stacca da un fuoco, ma è anche riflesso di luce, bagliore, barlume o luccichio. Il latino scintilla, diminutivo di scīnta, gli etimologisti lo riportano a una base scint-, uguale a spint- del greco “spinter”, analoga alla radice protoindoeuropea skai-, che significa “brillare, luccicare”, è alla base di parole in diverse lingue, come il gotico “skeinan”, il tedesco schein-en, l'antico inglese “scinan”, l’inglese “to shine”, ovvero “risplendere”, “brillare”. Tuttavia, esistono obiezioni fonetiche a questa ricostruzione…
Era da tanto tempo che volevo raccogliermi e concentrarmi su questa parola: scintilla. Mai avrei pensato di incontrare finanche una Villa “nel suo nome”, eppure riuscivo a sentirla dentro, come una eco di qualcosa che è solo mio e talvolta, però, sfugge. Come fa una scintilla. La vedi, te ne innamori, ma poco dopo è già dissolta, come una cometa quando si lascia frammentare, erosa dagli innumerevoli giri attorno al sole, diventa vento, aria cristallina orfana del cielo notturno...
Quante estati, immersa fino al naso, ho lasciato vagare lo
sguardo sullo Scintillante Sentiero che il Sole disegnava sul pelo dell’acqua
di lago, lasciando intendere la possibilità di una dimora altra, laddove, se fossi
riuscita a raggiungerla a nuoto, probabilmente vi sarei rimasta per sempre.
La nostalgia della luce sull’acqua è qualcosa che non in
tanti possono concepire. È un segreto per poche e pochi. Lo custodiamo,
lasciamo che scintilli e scompaia, come è la natura di una Sirena, che
si libra lontano lasciando alle sue spalle, forse, una impercettibile evanescenza che nessuno sa dove va a finire. Nella decade del 1690, dopotutto, il termine “scintilla”
incominciava a evolversi nel significato di “traccia”, “atomo”, ciò a causa
dell’utilizzo della forma latina scintilla in senso figurato, a indicare un “granello
luccicante”. Favilla – accesa e viva – la scintilla che appartiene e innesca “le
sue altre”...
“Incandescente”, o “colui o colei che brucia” o è infuocato
– dall’aggettivo greco “seirios” che da nome anche alla Stella Sirius,
la più brillante per magnitudine – si impone del resto come una delle ipotesi
etimologiche avanzate sulla origine della parola Sirena, proposta dal
filosofo tedesco Kurt Latte…
Per approfondire, è disponibile il breve saggio intitolato Le Sirene, Miti e RIvelazioni Alchemiche dalle Origini...
Lasciata Villa Scintilla, sotto una pioggia estiva, umidissima e improvvisa, ci siamo spostati per prendere aria sul Ponte Isabella, che attraversa il Po con grazia regale. Costruito tra 1888 e 1892, inizialmente si chiamava Ponte Nuovo del Valentino, ma alla fine si decise di omaggiare la principessa Isabella di Baviera titolandolo a lei, la quale, venne data in sposa all'età di soli venti anni a Ferdinando di Savoia, fratello minore della regina Margherita di Savoia.
La città, sospesa nell'incanto fluviale, mi ha conquistata completamente, riconfermandosi come luogo d'anima. Il ponte, con le sue linee ottocentesche, oltre a collegare Corso Dante con Corso Moncalieri, è un passaggio tra mondi, tra la città, concreta, e il riverbero liquido dell'orizzonte color giada, dove le Sirene traghettano sogni...
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Ecomuseo Urbano di Torino - Circoscrizione 10



















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